ciao!
Il "RICCARDO ARRIGHINI TRIO" mette finalmente in saccoccia il CD che da mesi stava preparando tra prove, concerti, registrazioni varie e viaggi insieme.
Me medesimo insieme a Pietro Martinelli al c.basso ed Emiliano Barrella alla batteria, abbiamo così inciso "Like children on a wide lawn", album di jazz moderno europeo di 8 brani, di cui 5 originali da me composti, 2 standards americani ed 1 brano italiano.
Il tutto riarrangiato per trio ma con l'ausilio di effetti elettronici, distorsioni, glockenspiel e molto altro....
A mio parere un vero "gioiellino", siamo molto molto soddisfatti del risultato, un vero e proprio viaggio musicale alla scoperta del nostro lato più vero, più genuino...
Non a caso il titolo parla di bambini: è proprio così che ci piace pensare di noi mentre suoniamo, dei bambini che stanno giocando, che si insudiciano, che corrono e che non si preoccupano minimamente del perchè o del per come sono lì e- ancor più importante- del risultato.
Ed è uscito un suono alquanto particolare.....
Credo che chiunque ascolterà avvertirà il nostro indubbio feeling, il fatto che ci ascoltiamo sempre e ci "aiutiamo" spontaneamente a giocare bene....
Poi viene fuori la freschezza ed energia, data soprattutto dal fatto che Pietro e Emi hanno 50 anni in 2...
Poi viene fuori la nostra vena "rock" e un pizzico trasgressiva e aggressiva....
Poi però viene fuori anche la nostra, ehm, si può dire? eleganza....
Poi il nostro suono di trio, che a mio parere è molto bello.
E che dire dei nostri arrangiamenti? beh, direi moderni....
E della nostra sonorità elettronica? elettronica applicata a tutti e tre gli strumenti? una figata.....
Ma insomma, dì la verità amico mio......NON SEI CURIOSO DI ASCOLTARE QUESTO DISCO???? Non dovrai aspettare ancora molto......
Lascia un commento al post, sarò felice di risponderti!
ciao
Riccardo Arrighini Trio
sabato 22 settembre 2012
MISSIONE COMPIUTA!! IL NUOVO "RICCARDO ARRIGHINI TRIO" METTE IN SACCOCCIA IL SUO PRIMO CD!!
lunedì 10 settembre 2012
COMMISTIONE TRA JAZZ ED ELETTRONICA
ciao,
stasera voglio parlarti della commistione tra jazz ed elettronica, argomento che mi sta a cuore da anni e che, forse, è stato per me il "la" della mia esperienza con il jazz moderno.
Erano gli anni '80, in piena era elettronica e in cui in tutti i generi si usavano sonorità di quel genere, quando conobbi tutti i gruppi fusion del momento: dal "Pat Metheny Group" agli "Yellow Jackets", dagli "Steps a Head" allo "Zawinul Syndacate" agli "Spyro Gyra" a tutti gli altri.
Rivista oggi ovviamente la si vede come un'epoca in cui si sono dette cose belle ma anche tanta accademia del genere e cose, sinceramente, di cattivo gusto.
Credo sia uno dei motivi per cui a un certo punto la cosa è finita e mai più ripresa, anche se sono sicuro che in molti vorrebbero rifarlo, magari con meno fronzoli e qualche innovazione.
Commistione tra jazz ed elettronica, sì, ma come? Oggi?
Beh, oggi come detto in pochissimi usano sonorità elettroniche applicate al jazz, specie in Italia; si sa che il nostro è un paese abbastanza "snob" verso l'arte in generale, e questo ha fatto sì che il popolo dei famosi "puristi" si moltiplicasse....I puristi qua mal digeriscono cose che non siano prettamente acustiche.
Purtroppo è anche vero che i famosi puristi hanno oggi una media di 70 anni e sarebbe, sinceramente, l'ora che il pubblico del jazz subisse un ricambio generazionale degno di nota.
Ma si sa, in Italia anche i politici per togliersi di torno devono morire.....
Comunque dicevo, oggi ormai credo sia inutile confrontarsi colle sonorità del periodo anni '80, i pionieri dell'epoca avevano già creato tali e tante sonorità da diventare dei must per tutte le aziende del settore elettronico quali la Roland, Yamaha, Korg, Kurzwail ecc.
Oggi a mio parere bisogna andare oltre e fondere il linguaggio acustico ed elettronico insieme. Come? Ve lo spiego subito.....
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L'effettistica applicata al jazz
Da un pò di tempo sto curando l'effettistica applicata al mio strumento che è il pianoforte. Nel jazz questo l'ho visto fare solo da alcune band e trii del nord Europa- ad esempio il trio del compianto pianista Esbjorn Svensson- oppure ad Omar Sosa (spesso in duo con Paolo Fresu).
Da quando suono con Pietro Martinelli, contrabbassista di Genova, e con Emiliano Barrella, batterista di Napoli, la cosa si è fatta sempre più concreta, passandosi informazioni, cd e video vari, al punto che oggi è diventata realtà.
Grazie alla loro cultura anche rock mi hanno molto influenzato circa la possibilità di incrementare le sonorità di trio moderno già in circolazione, anche riguardo all'uso di effetti.
Pietro è uno molto "avanti"sull'elettronica, ha avuto esperienze rock, possiede varie strumentazioni, ha visto un concerto live di Svensson che era praticamente un bimbo (!)....... e sta chiaramente trainando tutto il trio in questa direzione.
Così, tra un concerto e un altro, una prova e l'altra, un ascolto dui questo o quell'artista siamo arrivati a 2 gg dalla registrazione del nostro cd di trio che con ogni probabilità si chiamerà "Like children on a wide lawn"- tiotlo anche di uno delle mie composizioni presenti nel cd- e dove useremo senza mezzi termini l'effettistica.
Dopo alcune ricerche fatte sul web e qualche consiglio o aiuto intervenuto da parte di amici musicisti comuni, tra cui il bravissimo chitarrista Emmanuele Modestino di Lucca (già presente nei miei tours sul progetto Morricone), siamo approdati ad un suono, ancora ovviamente in fase sperimentale, ma a dirla tutta già non troppo lontano sa quello che immaginavamo e che avevamo in testa.
Così tra 2 gg entriamo in studio, a Cavalicco (UD) nel fantastico studio "Artesuono" di Stefano Amerio - già teatro di varie incisioni della ECM di Manfred Eicher - per un cd prodotto dalla etichetta "ABEAT" di Mario Caccia, che da un pò di tempo si sofferma sulle sonorità di trio italiano moderno.
Chissà se Mario apprezzerà questa commistione tra jazz ed elettronica......
Vi farò sapere, ciao!
Riccardo Arrighini
stasera voglio parlarti della commistione tra jazz ed elettronica, argomento che mi sta a cuore da anni e che, forse, è stato per me il "la" della mia esperienza con il jazz moderno.
Erano gli anni '80, in piena era elettronica e in cui in tutti i generi si usavano sonorità di quel genere, quando conobbi tutti i gruppi fusion del momento: dal "Pat Metheny Group" agli "Yellow Jackets", dagli "Steps a Head" allo "Zawinul Syndacate" agli "Spyro Gyra" a tutti gli altri.
Rivista oggi ovviamente la si vede come un'epoca in cui si sono dette cose belle ma anche tanta accademia del genere e cose, sinceramente, di cattivo gusto.
Credo sia uno dei motivi per cui a un certo punto la cosa è finita e mai più ripresa, anche se sono sicuro che in molti vorrebbero rifarlo, magari con meno fronzoli e qualche innovazione.
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Commistione tra jazz ed elettronica, sì, ma come? Oggi?
Beh, oggi come detto in pochissimi usano sonorità elettroniche applicate al jazz, specie in Italia; si sa che il nostro è un paese abbastanza "snob" verso l'arte in generale, e questo ha fatto sì che il popolo dei famosi "puristi" si moltiplicasse....I puristi qua mal digeriscono cose che non siano prettamente acustiche.
Purtroppo è anche vero che i famosi puristi hanno oggi una media di 70 anni e sarebbe, sinceramente, l'ora che il pubblico del jazz subisse un ricambio generazionale degno di nota.
Ma si sa, in Italia anche i politici per togliersi di torno devono morire.....
Comunque dicevo, oggi ormai credo sia inutile confrontarsi colle sonorità del periodo anni '80, i pionieri dell'epoca avevano già creato tali e tante sonorità da diventare dei must per tutte le aziende del settore elettronico quali la Roland, Yamaha, Korg, Kurzwail ecc.
Oggi a mio parere bisogna andare oltre e fondere il linguaggio acustico ed elettronico insieme. Come? Ve lo spiego subito.....
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L'effettistica applicata al jazz
Da un pò di tempo sto curando l'effettistica applicata al mio strumento che è il pianoforte. Nel jazz questo l'ho visto fare solo da alcune band e trii del nord Europa- ad esempio il trio del compianto pianista Esbjorn Svensson- oppure ad Omar Sosa (spesso in duo con Paolo Fresu).
Da quando suono con Pietro Martinelli, contrabbassista di Genova, e con Emiliano Barrella, batterista di Napoli, la cosa si è fatta sempre più concreta, passandosi informazioni, cd e video vari, al punto che oggi è diventata realtà.
Grazie alla loro cultura anche rock mi hanno molto influenzato circa la possibilità di incrementare le sonorità di trio moderno già in circolazione, anche riguardo all'uso di effetti.
Pietro è uno molto "avanti"sull'elettronica, ha avuto esperienze rock, possiede varie strumentazioni, ha visto un concerto live di Svensson che era praticamente un bimbo (!)....... e sta chiaramente trainando tutto il trio in questa direzione.
Così, tra un concerto e un altro, una prova e l'altra, un ascolto dui questo o quell'artista siamo arrivati a 2 gg dalla registrazione del nostro cd di trio che con ogni probabilità si chiamerà "Like children on a wide lawn"- tiotlo anche di uno delle mie composizioni presenti nel cd- e dove useremo senza mezzi termini l'effettistica.
Dopo alcune ricerche fatte sul web e qualche consiglio o aiuto intervenuto da parte di amici musicisti comuni, tra cui il bravissimo chitarrista Emmanuele Modestino di Lucca (già presente nei miei tours sul progetto Morricone), siamo approdati ad un suono, ancora ovviamente in fase sperimentale, ma a dirla tutta già non troppo lontano sa quello che immaginavamo e che avevamo in testa.
Così tra 2 gg entriamo in studio, a Cavalicco (UD) nel fantastico studio "Artesuono" di Stefano Amerio - già teatro di varie incisioni della ECM di Manfred Eicher - per un cd prodotto dalla etichetta "ABEAT" di Mario Caccia, che da un pò di tempo si sofferma sulle sonorità di trio italiano moderno.
Chissà se Mario apprezzerà questa commistione tra jazz ed elettronica......
Vi farò sapere, ciao!
Riccardo Arrighini
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trio jazz contemporaneo
domenica 9 settembre 2012
IL "RICCARDO ARRIGHINI TRIO" finalmente incide il suo primo CD!!!!!!
caro amico,
ancora poche ore ed il "Riccardo Arrighini Trio" entrerà in studio di registrazione per registrare il suo primo album e, soprattutto, un graditissimo ed atteso ritorno del pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz alla formula del trio jazz che non proponeva da anni.
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Il tutto succederà infatti dal 13 al 15 settembre p.v. presso lo studio "Artesuono" di Stefano Amerio a Cavalicco (UD), uno dei migliori studi d'Europa e specializzato per questo tipo di sound, basti pensare che la mitica etichetta "ECM" vi registra molti album già da anni.
Beh, per il momento io sono felicissimo di registrare questo per la etichetta italiana "ABEAT RECORDS" di Mario Caccia, che sta facendo molto bene e non solo in Italia.
Molti dei pianisti italiani contemporanei, o se preferisci pianisti jazz contemporanei, sono già stati prodotti da Mario: cito Dado Moroni, Enrico Pieranunzi, Andrea Pozza, ma solo per fermarmi ad alcuni tra i più noti........
E' per me un gran piacere ed onore entrare a far parte di una produzione di pianisti jazz italiani da parte della "ABEAT" ed essere in così bella compagnia....
E io naturalmente cercherò di non smentire le caratteristiche un pò "ribelli" che mi contraddistinguono da anni e che mi spingono sempre a cercare il NON convenzionale....
Sì, ebbene, anche stavolta voglio provare a spingermi un pò più in là e, pur tenendo presente la grande lezione del passato, provare ad innovare la formula del trio jazz con elementi "di disturbo".....
Registrerò coi miei due fedelissimi e giovanissimi partners musicali Pietro Martinelli al contrabbasso di Genova ed Emiliano Barrella alla batteria da Napoli, due personalità veramente sorprendenti per il new jazz italiano e che mi fregio di aver già in parte portato alla ribalta durante quest'estate in bellissimi concerti in festival di grande statura.
Con loro sto cercando di costruire un suono che ci piaccia, sfruttando le loro idee giovani e fresche ed approfittandone anche per "svecchiare" un pò il mio pianismo.....
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LE CONTAMINAZIONI ELETTRONICHE- COMMISTIONE TRA JAZZ ED ELETTRONICA
Vuoi un etichetta? Uhm, difficile....proviamo: contaminazioni elettroniche (ho sempre amato la commistione tra jazz ed elettronica), per adesso non dico altro, sentirai delle sorprese.....comunque, per certi versi (e in certi brani) un trio jazz a mio parere anche "sinfonico" e "cameristico".
Che ha ambizioni di diventare negli anni un punto di riferimento del trio jazz italiano moderno e, perchè no, del trio jazz europeo moderno.
Insomma, ci crediamo tantissimo, occhio al repertorio perchè come detto ci saranno sorprese, sia tra i brani originali che tra gli standards italiani ed americani, arrangiati come non li hai mai sentiti....
A presto allora, seguimi su questo blog, ti terrò aggiornatissimo!
ciao
Riccardo Arrighini,
pianista, compositore, arrangiatore,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz"..............
ancora poche ore ed il "Riccardo Arrighini Trio" entrerà in studio di registrazione per registrare il suo primo album e, soprattutto, un graditissimo ed atteso ritorno del pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz alla formula del trio jazz che non proponeva da anni.
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Il tutto succederà infatti dal 13 al 15 settembre p.v. presso lo studio "Artesuono" di Stefano Amerio a Cavalicco (UD), uno dei migliori studi d'Europa e specializzato per questo tipo di sound, basti pensare che la mitica etichetta "ECM" vi registra molti album già da anni.
Beh, per il momento io sono felicissimo di registrare questo per la etichetta italiana "ABEAT RECORDS" di Mario Caccia, che sta facendo molto bene e non solo in Italia.
Molti dei pianisti italiani contemporanei, o se preferisci pianisti jazz contemporanei, sono già stati prodotti da Mario: cito Dado Moroni, Enrico Pieranunzi, Andrea Pozza, ma solo per fermarmi ad alcuni tra i più noti........
E' per me un gran piacere ed onore entrare a far parte di una produzione di pianisti jazz italiani da parte della "ABEAT" ed essere in così bella compagnia....
E io naturalmente cercherò di non smentire le caratteristiche un pò "ribelli" che mi contraddistinguono da anni e che mi spingono sempre a cercare il NON convenzionale....
Sì, ebbene, anche stavolta voglio provare a spingermi un pò più in là e, pur tenendo presente la grande lezione del passato, provare ad innovare la formula del trio jazz con elementi "di disturbo".....
Registrerò coi miei due fedelissimi e giovanissimi partners musicali Pietro Martinelli al contrabbasso di Genova ed Emiliano Barrella alla batteria da Napoli, due personalità veramente sorprendenti per il new jazz italiano e che mi fregio di aver già in parte portato alla ribalta durante quest'estate in bellissimi concerti in festival di grande statura.
Con loro sto cercando di costruire un suono che ci piaccia, sfruttando le loro idee giovani e fresche ed approfittandone anche per "svecchiare" un pò il mio pianismo.....
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LE CONTAMINAZIONI ELETTRONICHE- COMMISTIONE TRA JAZZ ED ELETTRONICA
Vuoi un etichetta? Uhm, difficile....proviamo: contaminazioni elettroniche (ho sempre amato la commistione tra jazz ed elettronica), per adesso non dico altro, sentirai delle sorprese.....comunque, per certi versi (e in certi brani) un trio jazz a mio parere anche "sinfonico" e "cameristico".
Che ha ambizioni di diventare negli anni un punto di riferimento del trio jazz italiano moderno e, perchè no, del trio jazz europeo moderno.
Insomma, ci crediamo tantissimo, occhio al repertorio perchè come detto ci saranno sorprese, sia tra i brani originali che tra gli standards italiani ed americani, arrangiati come non li hai mai sentiti....
A presto allora, seguimi su questo blog, ti terrò aggiornatissimo!
ciao
Riccardo Arrighini,
pianista, compositore, arrangiatore,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz"..............
domenica 26 agosto 2012
Come si entra a far parte della classifica "Miglior trio jazz (italiano) contemporaneo"?
ciao amico,già....come si entra a far parte della classifica miglior trio jazz (italiano) contemporaneo?
L'analisi è piuttosto complessa....
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Come ho già detto in altri post, l'Italia è a mio parere un paese datato nella ricerca in generale, figuriamoci in quella musicale e non parliamo poi di quella che preveda la sperimentazione...
Così come siamo 20 anni indietro in tutto non possiamo certo pretendere che qua siamo all'avanguardia, il "popolo" degli amanti del genere è over 50 (per non dire 70), i giovani qua non sanno cosa sia il jazz, o se lo sanno pensano che sia Armstrong, se gli dici Mehldau aggrottano la fronte!
Non mi meraviglia quindi che se si fa una classifica del "miglior trio di jazz italiano contemporaneo" salti fuori questo o quel nome trito e ritrito.....non ne faccio per non dimenticare nessuno!!!
Inoltre, almeno per quanto ne so io, i migliori pianisti italiani contemporanei si vanno a cercare il trio all'estero, questo dovrebbe farci pensare.....
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IL MIO TRIO DI JAZZ "ITALIANO", "CONTEMPORANEO"....
L'idea di "TRIO JAZZ ITALIANO E CONTEMPORANEO" che abbiamo in testa io, Pietro Martinelli al contrabbasso di Genova ed Emiliano Barrella, betterista di Napoli, è molto diversa da come si pensa al Jazz oggi in Italia e, permettimelo, ne andiamo molto fieri.
Siamo tornati a provare a casa, a cercare un suono, a sperimentare, a scambiarci informazioni, dischi, ascolti, suggestioni, commentarci e criticarci i nostri punti deboli, insomma cercare di crescere e far crescere la nostra musica come non mi era mai capitato. E con due giovanissimi....
Un 'esperienza bellissima che mi fa tornare studente....
Sai quando da ragazzo scopri ogni giorno una cosa che ti esalta? Beh, più o meno la stessa cosa............
E, ti assicuro, quando ascolterai il risultato del nostro suono credo che questo processo si sentirà.
Inoltre (questo ovviamente non posso garantirlo, sembrerei presuntuoso) sospetto che quando ascolterai, se lo farai, il disco che stiamo per andare a registrare ad Udine il 13 settembre prossimo venturo per la "Abeat records" di Mario Caccia, sentirai anche un suono veramente "nostro", nel senso che lo abbiamo cercato, coccolato, abbellito, scarnificato, alleggerito, appesantito.....
Riusciremo ad essere un trio italiano contemporaneo, moderno e competitivo a livello internazionale e all'avanguardia?
Chissà.............
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martedì 21 agosto 2012
UN NUOVO TRIO JAZZ ITALIANO: IL "RICCARDO ARRIGHINI TRIO"!
ciao e benvenuto all'interno del mio blog interamente dedicato al mio nuovo trio italiano e di cui pian piano ti terrò informato ed aggiornato su varie news che ci riguardano e anche su alcuni aneddoti e curiosità relative alla nostra attività.
Il "Riccardo Arrighini Trio" è reduce già da alcuni concerti importanti estivi in cui sta mantenendo le aspettative, e non solo nostre......
L'evoluzione di questa formazione procede a ritmi vertiginosi, di settimana in settimana scopriamo sempre nuove cose, e credo di poter affermare con convinzione che presto (e prima del previsto) potremo toglierci grandi soddisfazioni.
Naturalmente entrare a far parte dell'Olimpo del "trio jazz italiano" non è facile, visto che ce ne sono stati e ce ne sono tanti, tutti fortissimi e....da tenere d'occhio!
TRIO JAZZ CONTEMPORANEO
Di sicuro la nostra ambizione principale non è quella di essere un semplice trio jazz italiano, bensì-forse presuntuosamente- ambiamo a essere considerati un trio di jazz contemporaneo o, se preferisci, un trio di jazz moderno.
All'interno infatti ci sono due giovanissimi talenti del jazz italiano: Pietro Martinelli (genovese, contrabbasso) ed Emiliano Barrella (napoletano, batteria) che quasi in due fanno la mia età! E'ovvio che provengono da un'area di ascolti e cultura jazzistica più "fresca" di tanti "leoni" del jazz italiano.
Quindi se da una parte togli qualcosina all'esperienza, dall'altra hai la freschezza di idee e di energie, che secondo me - quando gli elementi sono bravi- possono fare la differenza.
Perdona la schiettezza, ma oggi, nel 2012, fare un trio di Jazz che suoni alla Oscar Peterson mi pare quantomeno "datato"......ormai questo fa parte della Storia, sarebbe come suonare per sempre Chopin! Certo, i conservatori- intendiamoci, ci vogliono anche loro!- probabilmente inorridiranno nel sentire queste parole!
Noi, al contrario, cerchiamo in ogni brano di provare a dire la nostra....
Non dico che pretendiamo di essere originali, ma di sicuro se dobbiamo appoggiarci a qualcosa o qualcuno preferiamo di gran lunga essere associati a sonorità di trio contemporaneo come quelli, già da me citati in altre occasioni, di Brad Mehldau o di Yaron Herman piuttosto che Esbjorn Svensoon o Martin Tingvall e Tord Gustavsen o Danilo Perez.
Chiaro che, se letto, questo post "sfiderà" i puristi e provocherà le loro ire....
Come sappiamo tutti l'Italia è un posto dove siamo rimasti indietro di molti anni- complice un ventennio berlusconiamo di appannamento culturale che ha lasciato un feedback di pigrizia impressionante- e dove ognuno fa quello che può per negare l'evidenza: il pubblico del jazz italiano ha una media di settanta anni e andrebbe rinnovato!
Noi invece pensiamo che sia nostro dovere, adesso che il Berlusconismo sembra (!) essere scomparso, ritornare a mettere tutto in discussione, soprattutto smettere di andare a sentire i concerti "colla coperta di Linus", cioè senza sorprese". Farci tornare un pò di sana curiosità. Tornare tutti un pò a...cercare la Musica. Insomma riprenderci culturalmente.
Per citare una bella frase di Pietro (Martinelli): "...l'uomo non è arrivato fino qui perchè è pecora.....l'uomo è arrivato fin qui perchè è curioso di scoprire cose nuove e...sorprendersi.
E poi, francamente, sarebbe ora di finirla con questi festival chiusi, o jazz o pop, o classica o lirica e via dicendo, quando tutta l'Europa (e io la giro) fa festival misti
Benvenuti quindi nel mondo del Trio Jazz Contemporaneo, adesso tocca a noi, il "Riccardo Arrighini Trio" tra 20 gg registrerà il suo primo album e.....cercheremo di fare del nostro meglio!
Alla prossima, ciao
Riccardo Arrighini
PS: Lascia un commento al post, sarò felice di risponderti!
Il "Riccardo Arrighini Trio" è reduce già da alcuni concerti importanti estivi in cui sta mantenendo le aspettative, e non solo nostre......
L'evoluzione di questa formazione procede a ritmi vertiginosi, di settimana in settimana scopriamo sempre nuove cose, e credo di poter affermare con convinzione che presto (e prima del previsto) potremo toglierci grandi soddisfazioni.
Naturalmente entrare a far parte dell'Olimpo del "trio jazz italiano" non è facile, visto che ce ne sono stati e ce ne sono tanti, tutti fortissimi e....da tenere d'occhio!
TRIO JAZZ CONTEMPORANEO
Di sicuro la nostra ambizione principale non è quella di essere un semplice trio jazz italiano, bensì-forse presuntuosamente- ambiamo a essere considerati un trio di jazz contemporaneo o, se preferisci, un trio di jazz moderno.
All'interno infatti ci sono due giovanissimi talenti del jazz italiano: Pietro Martinelli (genovese, contrabbasso) ed Emiliano Barrella (napoletano, batteria) che quasi in due fanno la mia età! E'ovvio che provengono da un'area di ascolti e cultura jazzistica più "fresca" di tanti "leoni" del jazz italiano.
Quindi se da una parte togli qualcosina all'esperienza, dall'altra hai la freschezza di idee e di energie, che secondo me - quando gli elementi sono bravi- possono fare la differenza.
Perdona la schiettezza, ma oggi, nel 2012, fare un trio di Jazz che suoni alla Oscar Peterson mi pare quantomeno "datato"......ormai questo fa parte della Storia, sarebbe come suonare per sempre Chopin! Certo, i conservatori- intendiamoci, ci vogliono anche loro!- probabilmente inorridiranno nel sentire queste parole!
Noi, al contrario, cerchiamo in ogni brano di provare a dire la nostra....
Non dico che pretendiamo di essere originali, ma di sicuro se dobbiamo appoggiarci a qualcosa o qualcuno preferiamo di gran lunga essere associati a sonorità di trio contemporaneo come quelli, già da me citati in altre occasioni, di Brad Mehldau o di Yaron Herman piuttosto che Esbjorn Svensoon o Martin Tingvall e Tord Gustavsen o Danilo Perez.
Chiaro che, se letto, questo post "sfiderà" i puristi e provocherà le loro ire....
Come sappiamo tutti l'Italia è un posto dove siamo rimasti indietro di molti anni- complice un ventennio berlusconiamo di appannamento culturale che ha lasciato un feedback di pigrizia impressionante- e dove ognuno fa quello che può per negare l'evidenza: il pubblico del jazz italiano ha una media di settanta anni e andrebbe rinnovato!
Noi invece pensiamo che sia nostro dovere, adesso che il Berlusconismo sembra (!) essere scomparso, ritornare a mettere tutto in discussione, soprattutto smettere di andare a sentire i concerti "colla coperta di Linus", cioè senza sorprese". Farci tornare un pò di sana curiosità. Tornare tutti un pò a...cercare la Musica. Insomma riprenderci culturalmente.
Per citare una bella frase di Pietro (Martinelli): "...l'uomo non è arrivato fino qui perchè è pecora.....l'uomo è arrivato fin qui perchè è curioso di scoprire cose nuove e...sorprendersi.
E poi, francamente, sarebbe ora di finirla con questi festival chiusi, o jazz o pop, o classica o lirica e via dicendo, quando tutta l'Europa (e io la giro) fa festival misti
Benvenuti quindi nel mondo del Trio Jazz Contemporaneo, adesso tocca a noi, il "Riccardo Arrighini Trio" tra 20 gg registrerà il suo primo album e.....cercheremo di fare del nostro meglio!
Alla prossima, ciao
Riccardo Arrighini
PS: Lascia un commento al post, sarò felice di risponderti!
venerdì 10 agosto 2012
FINALMENTE IL RICCARDO ARRIGHINI TRIO!!!!!
L'incontro
Ciao, benvenuto sul mio nuovissimo blog in cui ti parlerò da oggi in poi del mio nuovo trio, che ho formato da circa 4 mesi dopo alcuni anni in cui viaggiavo per lo più in piano solo col repertorio che porto in giro dal 2007 sulla fusione della classica e lirica con il jazz.
Ed è proprio ad aprile 2012 che ho avuto l'occasione e la fortuna di conoscere un ragazzo (perchè tale è, ha 28 anni...) di Genova, al secolo Pietro Martinelli, contrabbassista che nell'occasione stava suonando colla Filarmonica di Sestri Levante, dove ho suonato "Verdi in Jazz" in piano solo, seguito proprio dall'esibizione della Filarmonica.
Alla fine, dopo aver duettato in un brano, ci siamo scambiati i numeri di telefono e la mia "chiamata" non si è fatta aspettare troppo.....dopo poco era da me a far le prove per un concerto!
Alla batteria, tranne una breve parentesi con un "gigante" quale Michael Baker (tours con Zawinul, Clarck Terry/Prince/Al Jarreau/W.Houston e molti altri...) da qualche anno sto suonando con il 25enne napoletano Emiliano Barrella, a mio parere uno dei pochissimi batteristi in giro "per tutte le stagioni".
Ebbene, con loro è nato un sodalizio musicale ed umano molto forte fin da subito, cosa che già mi era successa in passato, intendiamoci. Intendo dire, stai bene insieme, suoni bene insieme, punto. Un mare di volte. Qua c'è di più.....
Sai cosa?
Te lo spiego subito.....
UN TRIO DI JAZZ MODERNO
C'è che a 44 anni (la mia età, vado x 45...) ci sono molti molti rischi, soprattutto per un musicista, e soprattutto italiano, il maggiore dei quali è a mio avviso il sedersi, l'accontentarsi....
Continui ad ascoltare sempre le stesse cose, a studiare, anzi a ripassare i soliti schemi e via dicendo, in una parola non ti metti più in discussione....in pratica ti cresce la panza in musica!!
Poi incontri una ragazzina, te ne innamori e metti in discussione tutto, ti metti a dieta vai in palestra, ritornano gli stimoli.....
Scherzi a parte, io la moglie ce l'ho e sono felicissimo della mia splendida famiglia, oltretutto anche la mia panza me la tengo....
Sto dicendo che questi due giovani mi hanno subito proposto una serie di confronti e di ascolti con musicisti attualissimi che manco conoscevo e questo mi è subito sembrato molto interessante. Poi, proseguendo con tali ascolti e confrontandomi di continuo con loro sulla musica, sui brani, sugli arrangiamenti, mi è apparso d'improvviso un mondo, anzi un universo, nuovo, enorme, pieno zeppo di stimoli e di nuove vie da percorrere.
E così mi sono rimesso a studiare, per l'ennesima volta in vita mia, per mettermi al passo coi tempi, per riuscire a costruire un suono di trio che mi piaccia, che ci piaccia e soprattutto che sia competitivo ed attuale.
Un TRIO ITALIANO
Quale suono? Beh per adesso è un pò presto per dirlo, stiamo ancora cercando tra molte strade, alcune già ci piacciono molto, altre meno, altre ci piacciono poco, poi ci lavoriamo e alla fine ci esaltano. Di sicuro prendiamo a riferimento i trii più moderni in circolazione, partendo ovviamente dai trii storici quali quelli di Bill Evans, Keith Jarrett, Petrucciani, Corea ed Hancock (che non si possono non conoscere e da cui è quasi impossibile non essere influenzati).
Poi studiamo tutta la corrente moderna americana piuttosto che nord europea, e qui ammetto che ero un pò a corto di cultura, in parte già un pò colmata dai suggerimenti che Pietro ed Emiliano non mancano di darmi.
Quindi alla fine credo venga fuori un sound di trio piuttosto variegato, ma in fondo è normale che sia così, in fondo il jazz è fusione, inoltre io la fusione dopo gli ultimi anni devo dire che la conosco piuttosto bene.....
Senza mai dimenticarsi della nostra melodia, della nostra italianità, del nostro "belcanto", quindi sì, mi piacerebbe proprio che questo diventasse un TRIO ITALIANO.....magari che si gira il mondo!!
A settembre registreremo il nostro primo CD in TRIO per la ottima etichetta italiana "ABEAT RECORDS" quindi stiamo già girando in Italia in vari concerti per rodare ed oliare bene tutti i meccanismi di questa nuova e bella avventura.
Seguici su questo blog, e conoscerai passo passo tutte le evoluzioni di questo progetto di TRIO che, ti assicuro, sta maturando di giorno in giorno. La prossima volta ti parlerò della registrazione. Ti aspetto, ciao!!!!!!!
Riccardo Arrighini,
pianista, compositore, arrangiatore,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz.........."
Ciao, benvenuto sul mio nuovissimo blog in cui ti parlerò da oggi in poi del mio nuovo trio, che ho formato da circa 4 mesi dopo alcuni anni in cui viaggiavo per lo più in piano solo col repertorio che porto in giro dal 2007 sulla fusione della classica e lirica con il jazz.
Ed è proprio ad aprile 2012 che ho avuto l'occasione e la fortuna di conoscere un ragazzo (perchè tale è, ha 28 anni...) di Genova, al secolo Pietro Martinelli, contrabbassista che nell'occasione stava suonando colla Filarmonica di Sestri Levante, dove ho suonato "Verdi in Jazz" in piano solo, seguito proprio dall'esibizione della Filarmonica.
Alla fine, dopo aver duettato in un brano, ci siamo scambiati i numeri di telefono e la mia "chiamata" non si è fatta aspettare troppo.....dopo poco era da me a far le prove per un concerto!
Alla batteria, tranne una breve parentesi con un "gigante" quale Michael Baker (tours con Zawinul, Clarck Terry/Prince/Al Jarreau/W.Houston e molti altri...) da qualche anno sto suonando con il 25enne napoletano Emiliano Barrella, a mio parere uno dei pochissimi batteristi in giro "per tutte le stagioni".
Ebbene, con loro è nato un sodalizio musicale ed umano molto forte fin da subito, cosa che già mi era successa in passato, intendiamoci. Intendo dire, stai bene insieme, suoni bene insieme, punto. Un mare di volte. Qua c'è di più.....
Sai cosa?
Te lo spiego subito.....
UN TRIO DI JAZZ MODERNO
C'è che a 44 anni (la mia età, vado x 45...) ci sono molti molti rischi, soprattutto per un musicista, e soprattutto italiano, il maggiore dei quali è a mio avviso il sedersi, l'accontentarsi....
Continui ad ascoltare sempre le stesse cose, a studiare, anzi a ripassare i soliti schemi e via dicendo, in una parola non ti metti più in discussione....in pratica ti cresce la panza in musica!!
Poi incontri una ragazzina, te ne innamori e metti in discussione tutto, ti metti a dieta vai in palestra, ritornano gli stimoli.....
Scherzi a parte, io la moglie ce l'ho e sono felicissimo della mia splendida famiglia, oltretutto anche la mia panza me la tengo....
Sto dicendo che questi due giovani mi hanno subito proposto una serie di confronti e di ascolti con musicisti attualissimi che manco conoscevo e questo mi è subito sembrato molto interessante. Poi, proseguendo con tali ascolti e confrontandomi di continuo con loro sulla musica, sui brani, sugli arrangiamenti, mi è apparso d'improvviso un mondo, anzi un universo, nuovo, enorme, pieno zeppo di stimoli e di nuove vie da percorrere.
E così mi sono rimesso a studiare, per l'ennesima volta in vita mia, per mettermi al passo coi tempi, per riuscire a costruire un suono di trio che mi piaccia, che ci piaccia e soprattutto che sia competitivo ed attuale.
Un TRIO ITALIANO
Quale suono? Beh per adesso è un pò presto per dirlo, stiamo ancora cercando tra molte strade, alcune già ci piacciono molto, altre meno, altre ci piacciono poco, poi ci lavoriamo e alla fine ci esaltano. Di sicuro prendiamo a riferimento i trii più moderni in circolazione, partendo ovviamente dai trii storici quali quelli di Bill Evans, Keith Jarrett, Petrucciani, Corea ed Hancock (che non si possono non conoscere e da cui è quasi impossibile non essere influenzati).
Poi studiamo tutta la corrente moderna americana piuttosto che nord europea, e qui ammetto che ero un pò a corto di cultura, in parte già un pò colmata dai suggerimenti che Pietro ed Emiliano non mancano di darmi.
Quindi alla fine credo venga fuori un sound di trio piuttosto variegato, ma in fondo è normale che sia così, in fondo il jazz è fusione, inoltre io la fusione dopo gli ultimi anni devo dire che la conosco piuttosto bene.....
Senza mai dimenticarsi della nostra melodia, della nostra italianità, del nostro "belcanto", quindi sì, mi piacerebbe proprio che questo diventasse un TRIO ITALIANO.....magari che si gira il mondo!!
A settembre registreremo il nostro primo CD in TRIO per la ottima etichetta italiana "ABEAT RECORDS" quindi stiamo già girando in Italia in vari concerti per rodare ed oliare bene tutti i meccanismi di questa nuova e bella avventura.
Seguici su questo blog, e conoscerai passo passo tutte le evoluzioni di questo progetto di TRIO che, ti assicuro, sta maturando di giorno in giorno. La prossima volta ti parlerò della registrazione. Ti aspetto, ciao!!!!!!!
Riccardo Arrighini,
pianista, compositore, arrangiatore,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz.........."
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