stasera voglio parlarti della commistione tra jazz ed elettronica, argomento che mi sta a cuore da anni e che, forse, è stato per me il "la" della mia esperienza con il jazz moderno.
Erano gli anni '80, in piena era elettronica e in cui in tutti i generi si usavano sonorità di quel genere, quando conobbi tutti i gruppi fusion del momento: dal "Pat Metheny Group" agli "Yellow Jackets", dagli "Steps a Head" allo "Zawinul Syndacate" agli "Spyro Gyra" a tutti gli altri.
Rivista oggi ovviamente la si vede come un'epoca in cui si sono dette cose belle ma anche tanta accademia del genere e cose, sinceramente, di cattivo gusto.
Credo sia uno dei motivi per cui a un certo punto la cosa è finita e mai più ripresa, anche se sono sicuro che in molti vorrebbero rifarlo, magari con meno fronzoli e qualche innovazione.
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Commistione tra jazz ed elettronica, sì, ma come? Oggi?
Beh, oggi come detto in pochissimi usano sonorità elettroniche applicate al jazz, specie in Italia; si sa che il nostro è un paese abbastanza "snob" verso l'arte in generale, e questo ha fatto sì che il popolo dei famosi "puristi" si moltiplicasse....I puristi qua mal digeriscono cose che non siano prettamente acustiche.
Purtroppo è anche vero che i famosi puristi hanno oggi una media di 70 anni e sarebbe, sinceramente, l'ora che il pubblico del jazz subisse un ricambio generazionale degno di nota.
Ma si sa, in Italia anche i politici per togliersi di torno devono morire.....
Comunque dicevo, oggi ormai credo sia inutile confrontarsi colle sonorità del periodo anni '80, i pionieri dell'epoca avevano già creato tali e tante sonorità da diventare dei must per tutte le aziende del settore elettronico quali la Roland, Yamaha, Korg, Kurzwail ecc.
Oggi a mio parere bisogna andare oltre e fondere il linguaggio acustico ed elettronico insieme. Come? Ve lo spiego subito.....
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L'effettistica applicata al jazz
Da un pò di tempo sto curando l'effettistica applicata al mio strumento che è il pianoforte. Nel jazz questo l'ho visto fare solo da alcune band e trii del nord Europa- ad esempio il trio del compianto pianista Esbjorn Svensson- oppure ad Omar Sosa (spesso in duo con Paolo Fresu).
Da quando suono con Pietro Martinelli, contrabbassista di Genova, e con Emiliano Barrella, batterista di Napoli, la cosa si è fatta sempre più concreta, passandosi informazioni, cd e video vari, al punto che oggi è diventata realtà.
Grazie alla loro cultura anche rock mi hanno molto influenzato circa la possibilità di incrementare le sonorità di trio moderno già in circolazione, anche riguardo all'uso di effetti.
Pietro è uno molto "avanti"sull'elettronica, ha avuto esperienze rock, possiede varie strumentazioni, ha visto un concerto live di Svensson che era praticamente un bimbo (!)....... e sta chiaramente trainando tutto il trio in questa direzione.
Così, tra un concerto e un altro, una prova e l'altra, un ascolto dui questo o quell'artista siamo arrivati a 2 gg dalla registrazione del nostro cd di trio che con ogni probabilità si chiamerà "Like children on a wide lawn"- tiotlo anche di uno delle mie composizioni presenti nel cd- e dove useremo senza mezzi termini l'effettistica.
Dopo alcune ricerche fatte sul web e qualche consiglio o aiuto intervenuto da parte di amici musicisti comuni, tra cui il bravissimo chitarrista Emmanuele Modestino di Lucca (già presente nei miei tours sul progetto Morricone), siamo approdati ad un suono, ancora ovviamente in fase sperimentale, ma a dirla tutta già non troppo lontano sa quello che immaginavamo e che avevamo in testa.
Così tra 2 gg entriamo in studio, a Cavalicco (UD) nel fantastico studio "Artesuono" di Stefano Amerio - già teatro di varie incisioni della ECM di Manfred Eicher - per un cd prodotto dalla etichetta "ABEAT" di Mario Caccia, che da un pò di tempo si sofferma sulle sonorità di trio italiano moderno.
Chissà se Mario apprezzerà questa commistione tra jazz ed elettronica......
Vi farò sapere, ciao!
Riccardo Arrighini
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