Come entrare a far parte della categoria "TRIO JAZZ ITALIANO"?
Numerosi sono stati negli ultimi anni i trii di jazz italiano che hanno calcato le scene dei festivals jazz nostrani.
Pochi, invece, a mio parere sono i trii jazz italiani che hanno resistito al tempo, ossia che hanno suonato "insieme" per anni....
È quando dico "insieme" intendo il doppio senso, ossia insieme fisicamente e musicalmente...
Prendete i
: Keith Jarrett, Bill Evans, Brad Mehldau, Oscar Peterson, Chick Corea acustic Band, EST trio, tutta gente che ha suonato o suona insieme da una vita...
In Italia, invece, mi sembra di poter affermare che i trii di jazz difficilmente resistono per più di....un cd!
Manca, a mio parere, un trio di jazz italiano che abbia resistito per anni, sempre lo stesso, tipo quelli stranieri sopra citati.
Difficile dire perché...forse siamo talmente "estrosi" ed eclettici, noi italiani, che ci stufiamo subito e dobbiamo creare subito un'altra cosa...
O forse non siamo sufficientemente maturi per portare avanti una relazione....musicale di lunga durata!!
Fatto sta che a me piacerebbe vedere un TRIO DI JAZZ ITALIANO stabile, di quelli che suonano insieme e che appena si siedono da una parte si conoscono perfettamente, dall'altra ogni volta "ricominciano" quasi fosse la prima volta.....
Riccardo Arrighini Trio
lunedì 15 luglio 2013
domenica 14 luglio 2013
Un TRIO JAZZ ITALIANO E.....MODERNO!!
Un TRIO JAZZ ITALIANO E MODERNO? Cosa vuol dire?
Ciao a tutti,
Sì, un Trio di Jazz italiano e moderno, esattamente....
Sto parlando del Riccardo Arrighini Trio, nato nell'aprile 2012 da un'idea di Riccardo Arrighini, "il pianista italiano che ha fuso classica e lirica con il jazz".
Il pianista italiano di Viareggio, infatti, dopo aver riarrangiato in chiave jazz autori quali Puccini, Vivaldi, Chopin, Verdi, Wagner, Mozart e Morricone (il tutto già su cd e con Tours in Italia ed estero), decide di tornare alla formula classica del trio jazz.
E a coadiuvarlo in questa nuova avventura 2 giovanissimi talenti del jazz italiano, Pietro Martinelli, 28 anni di Genova, al contrabbasso ed Emiliano Barrella, 26 anni di Napoli, alla batteria. Questo almeno sulla carta.....
È qui arriviamo al punto.....
UN TRIO DI JAZZ ITALIANO
Il trio esegue esclusivamente composizioni del pianista, che da sempre non fa mistero di amare la melodia in tutte le sue forme, soprattutto quelle a lui più care in stile italiano. La melodia ariosa. Quella "sconfinata" e sconfinante".... O se preferite quella "sognante"....ma anche di energia, di passione, viscerale....
Inoltre una melodia ovviamente influenzata da tutta la musica classica e lirica studiata, ascoltata e....riarrangiata!!
Senza contare la sua provenienza.....Torre del Lago (LU), tutto questo vi dice niente?? Una certa carica passionale tipica dei toscanacci, quelli che hanno la carne rossa ma anche il pesce, il vino rosso ma anche bianco, quelli che hanno il mare ma anche la campagna sterminata cogli ulivi e l'olivo più buono del mondo......è che se ti ci devono mandare ti ci mandano, e senza passare dal via!
E questa zona vi ricorda mica un compositore che andava spesso in barca sul lago di Massaciuccoli??
Può quindi la musica di Arrighini non essere influenzata da tutta 'sta roba?? Direi di no....
Si può dire quindi TRIO DI JAZZ DI TIPO "ITALIANO"? Direi di si....
UN TRIO DI JAZZ MODERNO
Già, la melodia, l'improvvisazione, ma che tipo di jazz? Che significa moderno?
Per il pianista toscano moderno significa di oggi, che quindi fa i conti con la musica di oggi e.....di ieri!
Ciò significa estrema attenzione a ciò che succede oggi ma anche estrema considerazione verso ciò che è il jazz, ossia una lingua la cui sintassi, le cui regole, vanno conosciute in modo oltremodo professionale.
Quindi attenzione a tutto il fraseggio, a tutta l'armonia, a tutte le combinazioni ritmiche. Niente si inventa, tutto si trasforma....
L'ELETTRONICA
Come "prova" dell'attenzione che il trio italiano riserva alla modernità e a quel che succede in giro, è l'uso da parte dei 3 musicisti di elettronica. Tutti gli strumenti infatti, sono collegati ad effetti che, all'occorrenza, possono alterare il suono del piano, basso e batteria in vari modi.
Oggi è abbastanza frequente veder strumenti a fiato che usano effetti, ma in Italia difficilmente si vede un pianoforte, un basso, o una batteria, collegati a degli strumenti elettronici....
Direi che, almeno nel tentativo e sperimentazione, si può parlare non solo di "TRIO JAZZ ITALIANO" ma anche di "TRIO JAZZ ITALIANO E....MODERNO"!!!
Stay tuned!
Ciao a tutti,
Sì, un Trio di Jazz italiano e moderno, esattamente....
Sto parlando del Riccardo Arrighini Trio, nato nell'aprile 2012 da un'idea di Riccardo Arrighini, "il pianista italiano che ha fuso classica e lirica con il jazz".
Il pianista italiano di Viareggio, infatti, dopo aver riarrangiato in chiave jazz autori quali Puccini, Vivaldi, Chopin, Verdi, Wagner, Mozart e Morricone (il tutto già su cd e con Tours in Italia ed estero), decide di tornare alla formula classica del trio jazz.
E a coadiuvarlo in questa nuova avventura 2 giovanissimi talenti del jazz italiano, Pietro Martinelli, 28 anni di Genova, al contrabbasso ed Emiliano Barrella, 26 anni di Napoli, alla batteria. Questo almeno sulla carta.....
È qui arriviamo al punto.....
UN TRIO DI JAZZ ITALIANO
Il trio esegue esclusivamente composizioni del pianista, che da sempre non fa mistero di amare la melodia in tutte le sue forme, soprattutto quelle a lui più care in stile italiano. La melodia ariosa. Quella "sconfinata" e sconfinante".... O se preferite quella "sognante"....ma anche di energia, di passione, viscerale....
Inoltre una melodia ovviamente influenzata da tutta la musica classica e lirica studiata, ascoltata e....riarrangiata!!
Senza contare la sua provenienza.....Torre del Lago (LU), tutto questo vi dice niente?? Una certa carica passionale tipica dei toscanacci, quelli che hanno la carne rossa ma anche il pesce, il vino rosso ma anche bianco, quelli che hanno il mare ma anche la campagna sterminata cogli ulivi e l'olivo più buono del mondo......è che se ti ci devono mandare ti ci mandano, e senza passare dal via!
E questa zona vi ricorda mica un compositore che andava spesso in barca sul lago di Massaciuccoli??
Può quindi la musica di Arrighini non essere influenzata da tutta 'sta roba?? Direi di no....
Si può dire quindi TRIO DI JAZZ DI TIPO "ITALIANO"? Direi di si....
UN TRIO DI JAZZ MODERNO
Già, la melodia, l'improvvisazione, ma che tipo di jazz? Che significa moderno?
Per il pianista toscano moderno significa di oggi, che quindi fa i conti con la musica di oggi e.....di ieri!
Ciò significa estrema attenzione a ciò che succede oggi ma anche estrema considerazione verso ciò che è il jazz, ossia una lingua la cui sintassi, le cui regole, vanno conosciute in modo oltremodo professionale.
Quindi attenzione a tutto il fraseggio, a tutta l'armonia, a tutte le combinazioni ritmiche. Niente si inventa, tutto si trasforma....
L'ELETTRONICA
Come "prova" dell'attenzione che il trio italiano riserva alla modernità e a quel che succede in giro, è l'uso da parte dei 3 musicisti di elettronica. Tutti gli strumenti infatti, sono collegati ad effetti che, all'occorrenza, possono alterare il suono del piano, basso e batteria in vari modi.
Oggi è abbastanza frequente veder strumenti a fiato che usano effetti, ma in Italia difficilmente si vede un pianoforte, un basso, o una batteria, collegati a degli strumenti elettronici....
Direi che, almeno nel tentativo e sperimentazione, si può parlare non solo di "TRIO JAZZ ITALIANO" ma anche di "TRIO JAZZ ITALIANO E....MODERNO"!!!
Stay tuned!
sabato 22 settembre 2012
MISSIONE COMPIUTA!! IL NUOVO "RICCARDO ARRIGHINI TRIO" METTE IN SACCOCCIA IL SUO PRIMO CD!!
ciao!
Il "RICCARDO ARRIGHINI TRIO" mette finalmente in saccoccia il CD che da mesi stava preparando tra prove, concerti, registrazioni varie e viaggi insieme.
Me medesimo insieme a Pietro Martinelli al c.basso ed Emiliano Barrella alla batteria, abbiamo così inciso "Like children on a wide lawn", album di jazz moderno europeo di 8 brani, di cui 5 originali da me composti, 2 standards americani ed 1 brano italiano.
Il tutto riarrangiato per trio ma con l'ausilio di effetti elettronici, distorsioni, glockenspiel e molto altro....
A mio parere un vero "gioiellino", siamo molto molto soddisfatti del risultato, un vero e proprio viaggio musicale alla scoperta del nostro lato più vero, più genuino...
Non a caso il titolo parla di bambini: è proprio così che ci piace pensare di noi mentre suoniamo, dei bambini che stanno giocando, che si insudiciano, che corrono e che non si preoccupano minimamente del perchè o del per come sono lì e- ancor più importante- del risultato.
Ed è uscito un suono alquanto particolare.....
Credo che chiunque ascolterà avvertirà il nostro indubbio feeling, il fatto che ci ascoltiamo sempre e ci "aiutiamo" spontaneamente a giocare bene....
Poi viene fuori la freschezza ed energia, data soprattutto dal fatto che Pietro e Emi hanno 50 anni in 2...
Poi viene fuori la nostra vena "rock" e un pizzico trasgressiva e aggressiva....
Poi però viene fuori anche la nostra, ehm, si può dire? eleganza....
Poi il nostro suono di trio, che a mio parere è molto bello.
E che dire dei nostri arrangiamenti? beh, direi moderni....
E della nostra sonorità elettronica? elettronica applicata a tutti e tre gli strumenti? una figata.....
Ma insomma, dì la verità amico mio......NON SEI CURIOSO DI ASCOLTARE QUESTO DISCO???? Non dovrai aspettare ancora molto......
Lascia un commento al post, sarò felice di risponderti!
ciao
Riccardo Arrighini Trio
Il "RICCARDO ARRIGHINI TRIO" mette finalmente in saccoccia il CD che da mesi stava preparando tra prove, concerti, registrazioni varie e viaggi insieme.
Me medesimo insieme a Pietro Martinelli al c.basso ed Emiliano Barrella alla batteria, abbiamo così inciso "Like children on a wide lawn", album di jazz moderno europeo di 8 brani, di cui 5 originali da me composti, 2 standards americani ed 1 brano italiano.
Il tutto riarrangiato per trio ma con l'ausilio di effetti elettronici, distorsioni, glockenspiel e molto altro....
A mio parere un vero "gioiellino", siamo molto molto soddisfatti del risultato, un vero e proprio viaggio musicale alla scoperta del nostro lato più vero, più genuino...
Non a caso il titolo parla di bambini: è proprio così che ci piace pensare di noi mentre suoniamo, dei bambini che stanno giocando, che si insudiciano, che corrono e che non si preoccupano minimamente del perchè o del per come sono lì e- ancor più importante- del risultato.
Ed è uscito un suono alquanto particolare.....
Credo che chiunque ascolterà avvertirà il nostro indubbio feeling, il fatto che ci ascoltiamo sempre e ci "aiutiamo" spontaneamente a giocare bene....
Poi viene fuori la freschezza ed energia, data soprattutto dal fatto che Pietro e Emi hanno 50 anni in 2...
Poi viene fuori la nostra vena "rock" e un pizzico trasgressiva e aggressiva....
Poi però viene fuori anche la nostra, ehm, si può dire? eleganza....
Poi il nostro suono di trio, che a mio parere è molto bello.
E che dire dei nostri arrangiamenti? beh, direi moderni....
E della nostra sonorità elettronica? elettronica applicata a tutti e tre gli strumenti? una figata.....
Ma insomma, dì la verità amico mio......NON SEI CURIOSO DI ASCOLTARE QUESTO DISCO???? Non dovrai aspettare ancora molto......
Lascia un commento al post, sarò felice di risponderti!
ciao
Riccardo Arrighini Trio
lunedì 10 settembre 2012
COMMISTIONE TRA JAZZ ED ELETTRONICA
ciao,
stasera voglio parlarti della commistione tra jazz ed elettronica, argomento che mi sta a cuore da anni e che, forse, è stato per me il "la" della mia esperienza con il jazz moderno.
Erano gli anni '80, in piena era elettronica e in cui in tutti i generi si usavano sonorità di quel genere, quando conobbi tutti i gruppi fusion del momento: dal "Pat Metheny Group" agli "Yellow Jackets", dagli "Steps a Head" allo "Zawinul Syndacate" agli "Spyro Gyra" a tutti gli altri.
Rivista oggi ovviamente la si vede come un'epoca in cui si sono dette cose belle ma anche tanta accademia del genere e cose, sinceramente, di cattivo gusto.
Credo sia uno dei motivi per cui a un certo punto la cosa è finita e mai più ripresa, anche se sono sicuro che in molti vorrebbero rifarlo, magari con meno fronzoli e qualche innovazione.
Commistione tra jazz ed elettronica, sì, ma come? Oggi?
Beh, oggi come detto in pochissimi usano sonorità elettroniche applicate al jazz, specie in Italia; si sa che il nostro è un paese abbastanza "snob" verso l'arte in generale, e questo ha fatto sì che il popolo dei famosi "puristi" si moltiplicasse....I puristi qua mal digeriscono cose che non siano prettamente acustiche.
Purtroppo è anche vero che i famosi puristi hanno oggi una media di 70 anni e sarebbe, sinceramente, l'ora che il pubblico del jazz subisse un ricambio generazionale degno di nota.
Ma si sa, in Italia anche i politici per togliersi di torno devono morire.....
Comunque dicevo, oggi ormai credo sia inutile confrontarsi colle sonorità del periodo anni '80, i pionieri dell'epoca avevano già creato tali e tante sonorità da diventare dei must per tutte le aziende del settore elettronico quali la Roland, Yamaha, Korg, Kurzwail ecc.
Oggi a mio parere bisogna andare oltre e fondere il linguaggio acustico ed elettronico insieme. Come? Ve lo spiego subito.....
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L'effettistica applicata al jazz
Da un pò di tempo sto curando l'effettistica applicata al mio strumento che è il pianoforte. Nel jazz questo l'ho visto fare solo da alcune band e trii del nord Europa- ad esempio il trio del compianto pianista Esbjorn Svensson- oppure ad Omar Sosa (spesso in duo con Paolo Fresu).
Da quando suono con Pietro Martinelli, contrabbassista di Genova, e con Emiliano Barrella, batterista di Napoli, la cosa si è fatta sempre più concreta, passandosi informazioni, cd e video vari, al punto che oggi è diventata realtà.
Grazie alla loro cultura anche rock mi hanno molto influenzato circa la possibilità di incrementare le sonorità di trio moderno già in circolazione, anche riguardo all'uso di effetti.
Pietro è uno molto "avanti"sull'elettronica, ha avuto esperienze rock, possiede varie strumentazioni, ha visto un concerto live di Svensson che era praticamente un bimbo (!)....... e sta chiaramente trainando tutto il trio in questa direzione.
Così, tra un concerto e un altro, una prova e l'altra, un ascolto dui questo o quell'artista siamo arrivati a 2 gg dalla registrazione del nostro cd di trio che con ogni probabilità si chiamerà "Like children on a wide lawn"- tiotlo anche di uno delle mie composizioni presenti nel cd- e dove useremo senza mezzi termini l'effettistica.
Dopo alcune ricerche fatte sul web e qualche consiglio o aiuto intervenuto da parte di amici musicisti comuni, tra cui il bravissimo chitarrista Emmanuele Modestino di Lucca (già presente nei miei tours sul progetto Morricone), siamo approdati ad un suono, ancora ovviamente in fase sperimentale, ma a dirla tutta già non troppo lontano sa quello che immaginavamo e che avevamo in testa.
Così tra 2 gg entriamo in studio, a Cavalicco (UD) nel fantastico studio "Artesuono" di Stefano Amerio - già teatro di varie incisioni della ECM di Manfred Eicher - per un cd prodotto dalla etichetta "ABEAT" di Mario Caccia, che da un pò di tempo si sofferma sulle sonorità di trio italiano moderno.
Chissà se Mario apprezzerà questa commistione tra jazz ed elettronica......
Vi farò sapere, ciao!
Riccardo Arrighini
stasera voglio parlarti della commistione tra jazz ed elettronica, argomento che mi sta a cuore da anni e che, forse, è stato per me il "la" della mia esperienza con il jazz moderno.
Erano gli anni '80, in piena era elettronica e in cui in tutti i generi si usavano sonorità di quel genere, quando conobbi tutti i gruppi fusion del momento: dal "Pat Metheny Group" agli "Yellow Jackets", dagli "Steps a Head" allo "Zawinul Syndacate" agli "Spyro Gyra" a tutti gli altri.
Rivista oggi ovviamente la si vede come un'epoca in cui si sono dette cose belle ma anche tanta accademia del genere e cose, sinceramente, di cattivo gusto.
Credo sia uno dei motivi per cui a un certo punto la cosa è finita e mai più ripresa, anche se sono sicuro che in molti vorrebbero rifarlo, magari con meno fronzoli e qualche innovazione.
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Commistione tra jazz ed elettronica, sì, ma come? Oggi?
Beh, oggi come detto in pochissimi usano sonorità elettroniche applicate al jazz, specie in Italia; si sa che il nostro è un paese abbastanza "snob" verso l'arte in generale, e questo ha fatto sì che il popolo dei famosi "puristi" si moltiplicasse....I puristi qua mal digeriscono cose che non siano prettamente acustiche.
Purtroppo è anche vero che i famosi puristi hanno oggi una media di 70 anni e sarebbe, sinceramente, l'ora che il pubblico del jazz subisse un ricambio generazionale degno di nota.
Ma si sa, in Italia anche i politici per togliersi di torno devono morire.....
Comunque dicevo, oggi ormai credo sia inutile confrontarsi colle sonorità del periodo anni '80, i pionieri dell'epoca avevano già creato tali e tante sonorità da diventare dei must per tutte le aziende del settore elettronico quali la Roland, Yamaha, Korg, Kurzwail ecc.
Oggi a mio parere bisogna andare oltre e fondere il linguaggio acustico ed elettronico insieme. Come? Ve lo spiego subito.....
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L'effettistica applicata al jazz
Da un pò di tempo sto curando l'effettistica applicata al mio strumento che è il pianoforte. Nel jazz questo l'ho visto fare solo da alcune band e trii del nord Europa- ad esempio il trio del compianto pianista Esbjorn Svensson- oppure ad Omar Sosa (spesso in duo con Paolo Fresu).
Da quando suono con Pietro Martinelli, contrabbassista di Genova, e con Emiliano Barrella, batterista di Napoli, la cosa si è fatta sempre più concreta, passandosi informazioni, cd e video vari, al punto che oggi è diventata realtà.
Grazie alla loro cultura anche rock mi hanno molto influenzato circa la possibilità di incrementare le sonorità di trio moderno già in circolazione, anche riguardo all'uso di effetti.
Pietro è uno molto "avanti"sull'elettronica, ha avuto esperienze rock, possiede varie strumentazioni, ha visto un concerto live di Svensson che era praticamente un bimbo (!)....... e sta chiaramente trainando tutto il trio in questa direzione.
Così, tra un concerto e un altro, una prova e l'altra, un ascolto dui questo o quell'artista siamo arrivati a 2 gg dalla registrazione del nostro cd di trio che con ogni probabilità si chiamerà "Like children on a wide lawn"- tiotlo anche di uno delle mie composizioni presenti nel cd- e dove useremo senza mezzi termini l'effettistica.
Dopo alcune ricerche fatte sul web e qualche consiglio o aiuto intervenuto da parte di amici musicisti comuni, tra cui il bravissimo chitarrista Emmanuele Modestino di Lucca (già presente nei miei tours sul progetto Morricone), siamo approdati ad un suono, ancora ovviamente in fase sperimentale, ma a dirla tutta già non troppo lontano sa quello che immaginavamo e che avevamo in testa.
Così tra 2 gg entriamo in studio, a Cavalicco (UD) nel fantastico studio "Artesuono" di Stefano Amerio - già teatro di varie incisioni della ECM di Manfred Eicher - per un cd prodotto dalla etichetta "ABEAT" di Mario Caccia, che da un pò di tempo si sofferma sulle sonorità di trio italiano moderno.
Chissà se Mario apprezzerà questa commistione tra jazz ed elettronica......
Vi farò sapere, ciao!
Riccardo Arrighini
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trio jazz contemporaneo
domenica 9 settembre 2012
IL "RICCARDO ARRIGHINI TRIO" finalmente incide il suo primo CD!!!!!!
caro amico,
ancora poche ore ed il "Riccardo Arrighini Trio" entrerà in studio di registrazione per registrare il suo primo album e, soprattutto, un graditissimo ed atteso ritorno del pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz alla formula del trio jazz che non proponeva da anni.
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Il tutto succederà infatti dal 13 al 15 settembre p.v. presso lo studio "Artesuono" di Stefano Amerio a Cavalicco (UD), uno dei migliori studi d'Europa e specializzato per questo tipo di sound, basti pensare che la mitica etichetta "ECM" vi registra molti album già da anni.
Beh, per il momento io sono felicissimo di registrare questo per la etichetta italiana "ABEAT RECORDS" di Mario Caccia, che sta facendo molto bene e non solo in Italia.
Molti dei pianisti italiani contemporanei, o se preferisci pianisti jazz contemporanei, sono già stati prodotti da Mario: cito Dado Moroni, Enrico Pieranunzi, Andrea Pozza, ma solo per fermarmi ad alcuni tra i più noti........
E' per me un gran piacere ed onore entrare a far parte di una produzione di pianisti jazz italiani da parte della "ABEAT" ed essere in così bella compagnia....
E io naturalmente cercherò di non smentire le caratteristiche un pò "ribelli" che mi contraddistinguono da anni e che mi spingono sempre a cercare il NON convenzionale....
Sì, ebbene, anche stavolta voglio provare a spingermi un pò più in là e, pur tenendo presente la grande lezione del passato, provare ad innovare la formula del trio jazz con elementi "di disturbo".....
Registrerò coi miei due fedelissimi e giovanissimi partners musicali Pietro Martinelli al contrabbasso di Genova ed Emiliano Barrella alla batteria da Napoli, due personalità veramente sorprendenti per il new jazz italiano e che mi fregio di aver già in parte portato alla ribalta durante quest'estate in bellissimi concerti in festival di grande statura.
Con loro sto cercando di costruire un suono che ci piaccia, sfruttando le loro idee giovani e fresche ed approfittandone anche per "svecchiare" un pò il mio pianismo.....
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LE CONTAMINAZIONI ELETTRONICHE- COMMISTIONE TRA JAZZ ED ELETTRONICA
Vuoi un etichetta? Uhm, difficile....proviamo: contaminazioni elettroniche (ho sempre amato la commistione tra jazz ed elettronica), per adesso non dico altro, sentirai delle sorprese.....comunque, per certi versi (e in certi brani) un trio jazz a mio parere anche "sinfonico" e "cameristico".
Che ha ambizioni di diventare negli anni un punto di riferimento del trio jazz italiano moderno e, perchè no, del trio jazz europeo moderno.
Insomma, ci crediamo tantissimo, occhio al repertorio perchè come detto ci saranno sorprese, sia tra i brani originali che tra gli standards italiani ed americani, arrangiati come non li hai mai sentiti....
A presto allora, seguimi su questo blog, ti terrò aggiornatissimo!
ciao
Riccardo Arrighini,
pianista, compositore, arrangiatore,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz"..............
ancora poche ore ed il "Riccardo Arrighini Trio" entrerà in studio di registrazione per registrare il suo primo album e, soprattutto, un graditissimo ed atteso ritorno del pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz alla formula del trio jazz che non proponeva da anni.
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Il tutto succederà infatti dal 13 al 15 settembre p.v. presso lo studio "Artesuono" di Stefano Amerio a Cavalicco (UD), uno dei migliori studi d'Europa e specializzato per questo tipo di sound, basti pensare che la mitica etichetta "ECM" vi registra molti album già da anni.
Beh, per il momento io sono felicissimo di registrare questo per la etichetta italiana "ABEAT RECORDS" di Mario Caccia, che sta facendo molto bene e non solo in Italia.
Molti dei pianisti italiani contemporanei, o se preferisci pianisti jazz contemporanei, sono già stati prodotti da Mario: cito Dado Moroni, Enrico Pieranunzi, Andrea Pozza, ma solo per fermarmi ad alcuni tra i più noti........
E' per me un gran piacere ed onore entrare a far parte di una produzione di pianisti jazz italiani da parte della "ABEAT" ed essere in così bella compagnia....
E io naturalmente cercherò di non smentire le caratteristiche un pò "ribelli" che mi contraddistinguono da anni e che mi spingono sempre a cercare il NON convenzionale....
Sì, ebbene, anche stavolta voglio provare a spingermi un pò più in là e, pur tenendo presente la grande lezione del passato, provare ad innovare la formula del trio jazz con elementi "di disturbo".....
Registrerò coi miei due fedelissimi e giovanissimi partners musicali Pietro Martinelli al contrabbasso di Genova ed Emiliano Barrella alla batteria da Napoli, due personalità veramente sorprendenti per il new jazz italiano e che mi fregio di aver già in parte portato alla ribalta durante quest'estate in bellissimi concerti in festival di grande statura.
Con loro sto cercando di costruire un suono che ci piaccia, sfruttando le loro idee giovani e fresche ed approfittandone anche per "svecchiare" un pò il mio pianismo.....
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LE CONTAMINAZIONI ELETTRONICHE- COMMISTIONE TRA JAZZ ED ELETTRONICA
Vuoi un etichetta? Uhm, difficile....proviamo: contaminazioni elettroniche (ho sempre amato la commistione tra jazz ed elettronica), per adesso non dico altro, sentirai delle sorprese.....comunque, per certi versi (e in certi brani) un trio jazz a mio parere anche "sinfonico" e "cameristico".
Che ha ambizioni di diventare negli anni un punto di riferimento del trio jazz italiano moderno e, perchè no, del trio jazz europeo moderno.
Insomma, ci crediamo tantissimo, occhio al repertorio perchè come detto ci saranno sorprese, sia tra i brani originali che tra gli standards italiani ed americani, arrangiati come non li hai mai sentiti....
A presto allora, seguimi su questo blog, ti terrò aggiornatissimo!
ciao
Riccardo Arrighini,
pianista, compositore, arrangiatore,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz"..............
domenica 26 agosto 2012
Come si entra a far parte della classifica "Miglior trio jazz (italiano) contemporaneo"?
ciao amico,già....come si entra a far parte della classifica miglior trio jazz (italiano) contemporaneo?
L'analisi è piuttosto complessa....
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Come ho già detto in altri post, l'Italia è a mio parere un paese datato nella ricerca in generale, figuriamoci in quella musicale e non parliamo poi di quella che preveda la sperimentazione...
Così come siamo 20 anni indietro in tutto non possiamo certo pretendere che qua siamo all'avanguardia, il "popolo" degli amanti del genere è over 50 (per non dire 70), i giovani qua non sanno cosa sia il jazz, o se lo sanno pensano che sia Armstrong, se gli dici Mehldau aggrottano la fronte!
Non mi meraviglia quindi che se si fa una classifica del "miglior trio di jazz italiano contemporaneo" salti fuori questo o quel nome trito e ritrito.....non ne faccio per non dimenticare nessuno!!!
Inoltre, almeno per quanto ne so io, i migliori pianisti italiani contemporanei si vanno a cercare il trio all'estero, questo dovrebbe farci pensare.....
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IL MIO TRIO DI JAZZ "ITALIANO", "CONTEMPORANEO"....
L'idea di "TRIO JAZZ ITALIANO E CONTEMPORANEO" che abbiamo in testa io, Pietro Martinelli al contrabbasso di Genova ed Emiliano Barrella, betterista di Napoli, è molto diversa da come si pensa al Jazz oggi in Italia e, permettimelo, ne andiamo molto fieri.
Siamo tornati a provare a casa, a cercare un suono, a sperimentare, a scambiarci informazioni, dischi, ascolti, suggestioni, commentarci e criticarci i nostri punti deboli, insomma cercare di crescere e far crescere la nostra musica come non mi era mai capitato. E con due giovanissimi....
Un 'esperienza bellissima che mi fa tornare studente....
Sai quando da ragazzo scopri ogni giorno una cosa che ti esalta? Beh, più o meno la stessa cosa............
E, ti assicuro, quando ascolterai il risultato del nostro suono credo che questo processo si sentirà.
Inoltre (questo ovviamente non posso garantirlo, sembrerei presuntuoso) sospetto che quando ascolterai, se lo farai, il disco che stiamo per andare a registrare ad Udine il 13 settembre prossimo venturo per la "Abeat records" di Mario Caccia, sentirai anche un suono veramente "nostro", nel senso che lo abbiamo cercato, coccolato, abbellito, scarnificato, alleggerito, appesantito.....
Riusciremo ad essere un trio italiano contemporaneo, moderno e competitivo a livello internazionale e all'avanguardia?
Chissà.............
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martedì 21 agosto 2012
UN NUOVO TRIO JAZZ ITALIANO: IL "RICCARDO ARRIGHINI TRIO"!
ciao e benvenuto all'interno del mio blog interamente dedicato al mio nuovo trio italiano e di cui pian piano ti terrò informato ed aggiornato su varie news che ci riguardano e anche su alcuni aneddoti e curiosità relative alla nostra attività.
Il "Riccardo Arrighini Trio" è reduce già da alcuni concerti importanti estivi in cui sta mantenendo le aspettative, e non solo nostre......
L'evoluzione di questa formazione procede a ritmi vertiginosi, di settimana in settimana scopriamo sempre nuove cose, e credo di poter affermare con convinzione che presto (e prima del previsto) potremo toglierci grandi soddisfazioni.
Naturalmente entrare a far parte dell'Olimpo del "trio jazz italiano" non è facile, visto che ce ne sono stati e ce ne sono tanti, tutti fortissimi e....da tenere d'occhio!
TRIO JAZZ CONTEMPORANEO
Di sicuro la nostra ambizione principale non è quella di essere un semplice trio jazz italiano, bensì-forse presuntuosamente- ambiamo a essere considerati un trio di jazz contemporaneo o, se preferisci, un trio di jazz moderno.
All'interno infatti ci sono due giovanissimi talenti del jazz italiano: Pietro Martinelli (genovese, contrabbasso) ed Emiliano Barrella (napoletano, batteria) che quasi in due fanno la mia età! E'ovvio che provengono da un'area di ascolti e cultura jazzistica più "fresca" di tanti "leoni" del jazz italiano.
Quindi se da una parte togli qualcosina all'esperienza, dall'altra hai la freschezza di idee e di energie, che secondo me - quando gli elementi sono bravi- possono fare la differenza.
Perdona la schiettezza, ma oggi, nel 2012, fare un trio di Jazz che suoni alla Oscar Peterson mi pare quantomeno "datato"......ormai questo fa parte della Storia, sarebbe come suonare per sempre Chopin! Certo, i conservatori- intendiamoci, ci vogliono anche loro!- probabilmente inorridiranno nel sentire queste parole!
Noi, al contrario, cerchiamo in ogni brano di provare a dire la nostra....
Non dico che pretendiamo di essere originali, ma di sicuro se dobbiamo appoggiarci a qualcosa o qualcuno preferiamo di gran lunga essere associati a sonorità di trio contemporaneo come quelli, già da me citati in altre occasioni, di Brad Mehldau o di Yaron Herman piuttosto che Esbjorn Svensoon o Martin Tingvall e Tord Gustavsen o Danilo Perez.
Chiaro che, se letto, questo post "sfiderà" i puristi e provocherà le loro ire....
Come sappiamo tutti l'Italia è un posto dove siamo rimasti indietro di molti anni- complice un ventennio berlusconiamo di appannamento culturale che ha lasciato un feedback di pigrizia impressionante- e dove ognuno fa quello che può per negare l'evidenza: il pubblico del jazz italiano ha una media di settanta anni e andrebbe rinnovato!
Noi invece pensiamo che sia nostro dovere, adesso che il Berlusconismo sembra (!) essere scomparso, ritornare a mettere tutto in discussione, soprattutto smettere di andare a sentire i concerti "colla coperta di Linus", cioè senza sorprese". Farci tornare un pò di sana curiosità. Tornare tutti un pò a...cercare la Musica. Insomma riprenderci culturalmente.
Per citare una bella frase di Pietro (Martinelli): "...l'uomo non è arrivato fino qui perchè è pecora.....l'uomo è arrivato fin qui perchè è curioso di scoprire cose nuove e...sorprendersi.
E poi, francamente, sarebbe ora di finirla con questi festival chiusi, o jazz o pop, o classica o lirica e via dicendo, quando tutta l'Europa (e io la giro) fa festival misti
Benvenuti quindi nel mondo del Trio Jazz Contemporaneo, adesso tocca a noi, il "Riccardo Arrighini Trio" tra 20 gg registrerà il suo primo album e.....cercheremo di fare del nostro meglio!
Alla prossima, ciao
Riccardo Arrighini
PS: Lascia un commento al post, sarò felice di risponderti!
Il "Riccardo Arrighini Trio" è reduce già da alcuni concerti importanti estivi in cui sta mantenendo le aspettative, e non solo nostre......
L'evoluzione di questa formazione procede a ritmi vertiginosi, di settimana in settimana scopriamo sempre nuove cose, e credo di poter affermare con convinzione che presto (e prima del previsto) potremo toglierci grandi soddisfazioni.
Naturalmente entrare a far parte dell'Olimpo del "trio jazz italiano" non è facile, visto che ce ne sono stati e ce ne sono tanti, tutti fortissimi e....da tenere d'occhio!
TRIO JAZZ CONTEMPORANEO
Di sicuro la nostra ambizione principale non è quella di essere un semplice trio jazz italiano, bensì-forse presuntuosamente- ambiamo a essere considerati un trio di jazz contemporaneo o, se preferisci, un trio di jazz moderno.
All'interno infatti ci sono due giovanissimi talenti del jazz italiano: Pietro Martinelli (genovese, contrabbasso) ed Emiliano Barrella (napoletano, batteria) che quasi in due fanno la mia età! E'ovvio che provengono da un'area di ascolti e cultura jazzistica più "fresca" di tanti "leoni" del jazz italiano.
Quindi se da una parte togli qualcosina all'esperienza, dall'altra hai la freschezza di idee e di energie, che secondo me - quando gli elementi sono bravi- possono fare la differenza.
Perdona la schiettezza, ma oggi, nel 2012, fare un trio di Jazz che suoni alla Oscar Peterson mi pare quantomeno "datato"......ormai questo fa parte della Storia, sarebbe come suonare per sempre Chopin! Certo, i conservatori- intendiamoci, ci vogliono anche loro!- probabilmente inorridiranno nel sentire queste parole!
Noi, al contrario, cerchiamo in ogni brano di provare a dire la nostra....
Non dico che pretendiamo di essere originali, ma di sicuro se dobbiamo appoggiarci a qualcosa o qualcuno preferiamo di gran lunga essere associati a sonorità di trio contemporaneo come quelli, già da me citati in altre occasioni, di Brad Mehldau o di Yaron Herman piuttosto che Esbjorn Svensoon o Martin Tingvall e Tord Gustavsen o Danilo Perez.
Chiaro che, se letto, questo post "sfiderà" i puristi e provocherà le loro ire....
Come sappiamo tutti l'Italia è un posto dove siamo rimasti indietro di molti anni- complice un ventennio berlusconiamo di appannamento culturale che ha lasciato un feedback di pigrizia impressionante- e dove ognuno fa quello che può per negare l'evidenza: il pubblico del jazz italiano ha una media di settanta anni e andrebbe rinnovato!
Noi invece pensiamo che sia nostro dovere, adesso che il Berlusconismo sembra (!) essere scomparso, ritornare a mettere tutto in discussione, soprattutto smettere di andare a sentire i concerti "colla coperta di Linus", cioè senza sorprese". Farci tornare un pò di sana curiosità. Tornare tutti un pò a...cercare la Musica. Insomma riprenderci culturalmente.
Per citare una bella frase di Pietro (Martinelli): "...l'uomo non è arrivato fino qui perchè è pecora.....l'uomo è arrivato fin qui perchè è curioso di scoprire cose nuove e...sorprendersi.
E poi, francamente, sarebbe ora di finirla con questi festival chiusi, o jazz o pop, o classica o lirica e via dicendo, quando tutta l'Europa (e io la giro) fa festival misti
Benvenuti quindi nel mondo del Trio Jazz Contemporaneo, adesso tocca a noi, il "Riccardo Arrighini Trio" tra 20 gg registrerà il suo primo album e.....cercheremo di fare del nostro meglio!
Alla prossima, ciao
Riccardo Arrighini
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