ciao!
Il "RICCARDO ARRIGHINI TRIO" mette finalmente in saccoccia il CD che da mesi stava preparando tra prove, concerti, registrazioni varie e viaggi insieme.
Me medesimo insieme a Pietro Martinelli al c.basso ed Emiliano Barrella alla batteria, abbiamo così inciso "Like children on a wide lawn", album di jazz moderno europeo di 8 brani, di cui 5 originali da me composti, 2 standards americani ed 1 brano italiano.
Il tutto riarrangiato per trio ma con l'ausilio di effetti elettronici, distorsioni, glockenspiel e molto altro....
A mio parere un vero "gioiellino", siamo molto molto soddisfatti del risultato, un vero e proprio viaggio musicale alla scoperta del nostro lato più vero, più genuino...
Non a caso il titolo parla di bambini: è proprio così che ci piace pensare di noi mentre suoniamo, dei bambini che stanno giocando, che si insudiciano, che corrono e che non si preoccupano minimamente del perchè o del per come sono lì e- ancor più importante- del risultato.
Ed è uscito un suono alquanto particolare.....
Credo che chiunque ascolterà avvertirà il nostro indubbio feeling, il fatto che ci ascoltiamo sempre e ci "aiutiamo" spontaneamente a giocare bene....
Poi viene fuori la freschezza ed energia, data soprattutto dal fatto che Pietro e Emi hanno 50 anni in 2...
Poi viene fuori la nostra vena "rock" e un pizzico trasgressiva e aggressiva....
Poi però viene fuori anche la nostra, ehm, si può dire? eleganza....
Poi il nostro suono di trio, che a mio parere è molto bello.
E che dire dei nostri arrangiamenti? beh, direi moderni....
E della nostra sonorità elettronica? elettronica applicata a tutti e tre gli strumenti? una figata.....
Ma insomma, dì la verità amico mio......NON SEI CURIOSO DI ASCOLTARE QUESTO DISCO???? Non dovrai aspettare ancora molto......
Lascia un commento al post, sarò felice di risponderti!
ciao
Riccardo Arrighini Trio
sabato 22 settembre 2012
MISSIONE COMPIUTA!! IL NUOVO "RICCARDO ARRIGHINI TRIO" METTE IN SACCOCCIA IL SUO PRIMO CD!!
lunedì 10 settembre 2012
COMMISTIONE TRA JAZZ ED ELETTRONICA
ciao,
stasera voglio parlarti della commistione tra jazz ed elettronica, argomento che mi sta a cuore da anni e che, forse, è stato per me il "la" della mia esperienza con il jazz moderno.
Erano gli anni '80, in piena era elettronica e in cui in tutti i generi si usavano sonorità di quel genere, quando conobbi tutti i gruppi fusion del momento: dal "Pat Metheny Group" agli "Yellow Jackets", dagli "Steps a Head" allo "Zawinul Syndacate" agli "Spyro Gyra" a tutti gli altri.
Rivista oggi ovviamente la si vede come un'epoca in cui si sono dette cose belle ma anche tanta accademia del genere e cose, sinceramente, di cattivo gusto.
Credo sia uno dei motivi per cui a un certo punto la cosa è finita e mai più ripresa, anche se sono sicuro che in molti vorrebbero rifarlo, magari con meno fronzoli e qualche innovazione.
Commistione tra jazz ed elettronica, sì, ma come? Oggi?
Beh, oggi come detto in pochissimi usano sonorità elettroniche applicate al jazz, specie in Italia; si sa che il nostro è un paese abbastanza "snob" verso l'arte in generale, e questo ha fatto sì che il popolo dei famosi "puristi" si moltiplicasse....I puristi qua mal digeriscono cose che non siano prettamente acustiche.
Purtroppo è anche vero che i famosi puristi hanno oggi una media di 70 anni e sarebbe, sinceramente, l'ora che il pubblico del jazz subisse un ricambio generazionale degno di nota.
Ma si sa, in Italia anche i politici per togliersi di torno devono morire.....
Comunque dicevo, oggi ormai credo sia inutile confrontarsi colle sonorità del periodo anni '80, i pionieri dell'epoca avevano già creato tali e tante sonorità da diventare dei must per tutte le aziende del settore elettronico quali la Roland, Yamaha, Korg, Kurzwail ecc.
Oggi a mio parere bisogna andare oltre e fondere il linguaggio acustico ed elettronico insieme. Come? Ve lo spiego subito.....
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L'effettistica applicata al jazz
Da un pò di tempo sto curando l'effettistica applicata al mio strumento che è il pianoforte. Nel jazz questo l'ho visto fare solo da alcune band e trii del nord Europa- ad esempio il trio del compianto pianista Esbjorn Svensson- oppure ad Omar Sosa (spesso in duo con Paolo Fresu).
Da quando suono con Pietro Martinelli, contrabbassista di Genova, e con Emiliano Barrella, batterista di Napoli, la cosa si è fatta sempre più concreta, passandosi informazioni, cd e video vari, al punto che oggi è diventata realtà.
Grazie alla loro cultura anche rock mi hanno molto influenzato circa la possibilità di incrementare le sonorità di trio moderno già in circolazione, anche riguardo all'uso di effetti.
Pietro è uno molto "avanti"sull'elettronica, ha avuto esperienze rock, possiede varie strumentazioni, ha visto un concerto live di Svensson che era praticamente un bimbo (!)....... e sta chiaramente trainando tutto il trio in questa direzione.
Così, tra un concerto e un altro, una prova e l'altra, un ascolto dui questo o quell'artista siamo arrivati a 2 gg dalla registrazione del nostro cd di trio che con ogni probabilità si chiamerà "Like children on a wide lawn"- tiotlo anche di uno delle mie composizioni presenti nel cd- e dove useremo senza mezzi termini l'effettistica.
Dopo alcune ricerche fatte sul web e qualche consiglio o aiuto intervenuto da parte di amici musicisti comuni, tra cui il bravissimo chitarrista Emmanuele Modestino di Lucca (già presente nei miei tours sul progetto Morricone), siamo approdati ad un suono, ancora ovviamente in fase sperimentale, ma a dirla tutta già non troppo lontano sa quello che immaginavamo e che avevamo in testa.
Così tra 2 gg entriamo in studio, a Cavalicco (UD) nel fantastico studio "Artesuono" di Stefano Amerio - già teatro di varie incisioni della ECM di Manfred Eicher - per un cd prodotto dalla etichetta "ABEAT" di Mario Caccia, che da un pò di tempo si sofferma sulle sonorità di trio italiano moderno.
Chissà se Mario apprezzerà questa commistione tra jazz ed elettronica......
Vi farò sapere, ciao!
Riccardo Arrighini
stasera voglio parlarti della commistione tra jazz ed elettronica, argomento che mi sta a cuore da anni e che, forse, è stato per me il "la" della mia esperienza con il jazz moderno.
Erano gli anni '80, in piena era elettronica e in cui in tutti i generi si usavano sonorità di quel genere, quando conobbi tutti i gruppi fusion del momento: dal "Pat Metheny Group" agli "Yellow Jackets", dagli "Steps a Head" allo "Zawinul Syndacate" agli "Spyro Gyra" a tutti gli altri.
Rivista oggi ovviamente la si vede come un'epoca in cui si sono dette cose belle ma anche tanta accademia del genere e cose, sinceramente, di cattivo gusto.
Credo sia uno dei motivi per cui a un certo punto la cosa è finita e mai più ripresa, anche se sono sicuro che in molti vorrebbero rifarlo, magari con meno fronzoli e qualche innovazione.
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Commistione tra jazz ed elettronica, sì, ma come? Oggi?
Beh, oggi come detto in pochissimi usano sonorità elettroniche applicate al jazz, specie in Italia; si sa che il nostro è un paese abbastanza "snob" verso l'arte in generale, e questo ha fatto sì che il popolo dei famosi "puristi" si moltiplicasse....I puristi qua mal digeriscono cose che non siano prettamente acustiche.
Purtroppo è anche vero che i famosi puristi hanno oggi una media di 70 anni e sarebbe, sinceramente, l'ora che il pubblico del jazz subisse un ricambio generazionale degno di nota.
Ma si sa, in Italia anche i politici per togliersi di torno devono morire.....
Comunque dicevo, oggi ormai credo sia inutile confrontarsi colle sonorità del periodo anni '80, i pionieri dell'epoca avevano già creato tali e tante sonorità da diventare dei must per tutte le aziende del settore elettronico quali la Roland, Yamaha, Korg, Kurzwail ecc.
Oggi a mio parere bisogna andare oltre e fondere il linguaggio acustico ed elettronico insieme. Come? Ve lo spiego subito.....
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L'effettistica applicata al jazz
Da un pò di tempo sto curando l'effettistica applicata al mio strumento che è il pianoforte. Nel jazz questo l'ho visto fare solo da alcune band e trii del nord Europa- ad esempio il trio del compianto pianista Esbjorn Svensson- oppure ad Omar Sosa (spesso in duo con Paolo Fresu).
Da quando suono con Pietro Martinelli, contrabbassista di Genova, e con Emiliano Barrella, batterista di Napoli, la cosa si è fatta sempre più concreta, passandosi informazioni, cd e video vari, al punto che oggi è diventata realtà.
Grazie alla loro cultura anche rock mi hanno molto influenzato circa la possibilità di incrementare le sonorità di trio moderno già in circolazione, anche riguardo all'uso di effetti.
Pietro è uno molto "avanti"sull'elettronica, ha avuto esperienze rock, possiede varie strumentazioni, ha visto un concerto live di Svensson che era praticamente un bimbo (!)....... e sta chiaramente trainando tutto il trio in questa direzione.
Così, tra un concerto e un altro, una prova e l'altra, un ascolto dui questo o quell'artista siamo arrivati a 2 gg dalla registrazione del nostro cd di trio che con ogni probabilità si chiamerà "Like children on a wide lawn"- tiotlo anche di uno delle mie composizioni presenti nel cd- e dove useremo senza mezzi termini l'effettistica.
Dopo alcune ricerche fatte sul web e qualche consiglio o aiuto intervenuto da parte di amici musicisti comuni, tra cui il bravissimo chitarrista Emmanuele Modestino di Lucca (già presente nei miei tours sul progetto Morricone), siamo approdati ad un suono, ancora ovviamente in fase sperimentale, ma a dirla tutta già non troppo lontano sa quello che immaginavamo e che avevamo in testa.
Così tra 2 gg entriamo in studio, a Cavalicco (UD) nel fantastico studio "Artesuono" di Stefano Amerio - già teatro di varie incisioni della ECM di Manfred Eicher - per un cd prodotto dalla etichetta "ABEAT" di Mario Caccia, che da un pò di tempo si sofferma sulle sonorità di trio italiano moderno.
Chissà se Mario apprezzerà questa commistione tra jazz ed elettronica......
Vi farò sapere, ciao!
Riccardo Arrighini
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domenica 9 settembre 2012
IL "RICCARDO ARRIGHINI TRIO" finalmente incide il suo primo CD!!!!!!
caro amico,
ancora poche ore ed il "Riccardo Arrighini Trio" entrerà in studio di registrazione per registrare il suo primo album e, soprattutto, un graditissimo ed atteso ritorno del pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz alla formula del trio jazz che non proponeva da anni.
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Il tutto succederà infatti dal 13 al 15 settembre p.v. presso lo studio "Artesuono" di Stefano Amerio a Cavalicco (UD), uno dei migliori studi d'Europa e specializzato per questo tipo di sound, basti pensare che la mitica etichetta "ECM" vi registra molti album già da anni.
Beh, per il momento io sono felicissimo di registrare questo per la etichetta italiana "ABEAT RECORDS" di Mario Caccia, che sta facendo molto bene e non solo in Italia.
Molti dei pianisti italiani contemporanei, o se preferisci pianisti jazz contemporanei, sono già stati prodotti da Mario: cito Dado Moroni, Enrico Pieranunzi, Andrea Pozza, ma solo per fermarmi ad alcuni tra i più noti........
E' per me un gran piacere ed onore entrare a far parte di una produzione di pianisti jazz italiani da parte della "ABEAT" ed essere in così bella compagnia....
E io naturalmente cercherò di non smentire le caratteristiche un pò "ribelli" che mi contraddistinguono da anni e che mi spingono sempre a cercare il NON convenzionale....
Sì, ebbene, anche stavolta voglio provare a spingermi un pò più in là e, pur tenendo presente la grande lezione del passato, provare ad innovare la formula del trio jazz con elementi "di disturbo".....
Registrerò coi miei due fedelissimi e giovanissimi partners musicali Pietro Martinelli al contrabbasso di Genova ed Emiliano Barrella alla batteria da Napoli, due personalità veramente sorprendenti per il new jazz italiano e che mi fregio di aver già in parte portato alla ribalta durante quest'estate in bellissimi concerti in festival di grande statura.
Con loro sto cercando di costruire un suono che ci piaccia, sfruttando le loro idee giovani e fresche ed approfittandone anche per "svecchiare" un pò il mio pianismo.....
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LE CONTAMINAZIONI ELETTRONICHE- COMMISTIONE TRA JAZZ ED ELETTRONICA
Vuoi un etichetta? Uhm, difficile....proviamo: contaminazioni elettroniche (ho sempre amato la commistione tra jazz ed elettronica), per adesso non dico altro, sentirai delle sorprese.....comunque, per certi versi (e in certi brani) un trio jazz a mio parere anche "sinfonico" e "cameristico".
Che ha ambizioni di diventare negli anni un punto di riferimento del trio jazz italiano moderno e, perchè no, del trio jazz europeo moderno.
Insomma, ci crediamo tantissimo, occhio al repertorio perchè come detto ci saranno sorprese, sia tra i brani originali che tra gli standards italiani ed americani, arrangiati come non li hai mai sentiti....
A presto allora, seguimi su questo blog, ti terrò aggiornatissimo!
ciao
Riccardo Arrighini,
pianista, compositore, arrangiatore,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz"..............
ancora poche ore ed il "Riccardo Arrighini Trio" entrerà in studio di registrazione per registrare il suo primo album e, soprattutto, un graditissimo ed atteso ritorno del pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz alla formula del trio jazz che non proponeva da anni.
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Il tutto succederà infatti dal 13 al 15 settembre p.v. presso lo studio "Artesuono" di Stefano Amerio a Cavalicco (UD), uno dei migliori studi d'Europa e specializzato per questo tipo di sound, basti pensare che la mitica etichetta "ECM" vi registra molti album già da anni.
Beh, per il momento io sono felicissimo di registrare questo per la etichetta italiana "ABEAT RECORDS" di Mario Caccia, che sta facendo molto bene e non solo in Italia.
Molti dei pianisti italiani contemporanei, o se preferisci pianisti jazz contemporanei, sono già stati prodotti da Mario: cito Dado Moroni, Enrico Pieranunzi, Andrea Pozza, ma solo per fermarmi ad alcuni tra i più noti........
E' per me un gran piacere ed onore entrare a far parte di una produzione di pianisti jazz italiani da parte della "ABEAT" ed essere in così bella compagnia....
E io naturalmente cercherò di non smentire le caratteristiche un pò "ribelli" che mi contraddistinguono da anni e che mi spingono sempre a cercare il NON convenzionale....
Sì, ebbene, anche stavolta voglio provare a spingermi un pò più in là e, pur tenendo presente la grande lezione del passato, provare ad innovare la formula del trio jazz con elementi "di disturbo".....
Registrerò coi miei due fedelissimi e giovanissimi partners musicali Pietro Martinelli al contrabbasso di Genova ed Emiliano Barrella alla batteria da Napoli, due personalità veramente sorprendenti per il new jazz italiano e che mi fregio di aver già in parte portato alla ribalta durante quest'estate in bellissimi concerti in festival di grande statura.
Con loro sto cercando di costruire un suono che ci piaccia, sfruttando le loro idee giovani e fresche ed approfittandone anche per "svecchiare" un pò il mio pianismo.....
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LE CONTAMINAZIONI ELETTRONICHE- COMMISTIONE TRA JAZZ ED ELETTRONICA
Vuoi un etichetta? Uhm, difficile....proviamo: contaminazioni elettroniche (ho sempre amato la commistione tra jazz ed elettronica), per adesso non dico altro, sentirai delle sorprese.....comunque, per certi versi (e in certi brani) un trio jazz a mio parere anche "sinfonico" e "cameristico".
Che ha ambizioni di diventare negli anni un punto di riferimento del trio jazz italiano moderno e, perchè no, del trio jazz europeo moderno.
Insomma, ci crediamo tantissimo, occhio al repertorio perchè come detto ci saranno sorprese, sia tra i brani originali che tra gli standards italiani ed americani, arrangiati come non li hai mai sentiti....
A presto allora, seguimi su questo blog, ti terrò aggiornatissimo!
ciao
Riccardo Arrighini,
pianista, compositore, arrangiatore,
"Il pianista italiano che ha fuso Classica e Lirica con il Jazz"..............
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