Come entrare a far parte della categoria "TRIO JAZZ ITALIANO"?
Numerosi sono stati negli ultimi anni i trii di jazz italiano che hanno calcato le scene dei festivals jazz nostrani.
Pochi, invece, a mio parere sono i trii jazz italiani che hanno resistito al tempo, ossia che hanno suonato "insieme" per anni....
È quando dico "insieme" intendo il doppio senso, ossia insieme fisicamente e musicalmente...
Prendete i
: Keith Jarrett, Bill Evans, Brad Mehldau, Oscar Peterson, Chick Corea acustic Band, EST trio, tutta gente che ha suonato o suona insieme da una vita...
In Italia, invece, mi sembra di poter affermare che i trii di jazz difficilmente resistono per più di....un cd!
Manca, a mio parere, un trio di jazz italiano che abbia resistito per anni, sempre lo stesso, tipo quelli stranieri sopra citati.
Difficile dire perché...forse siamo talmente "estrosi" ed eclettici, noi italiani, che ci stufiamo subito e dobbiamo creare subito un'altra cosa...
O forse non siamo sufficientemente maturi per portare avanti una relazione....musicale di lunga durata!!
Fatto sta che a me piacerebbe vedere un TRIO DI JAZZ ITALIANO stabile, di quelli che suonano insieme e che appena si siedono da una parte si conoscono perfettamente, dall'altra ogni volta "ricominciano" quasi fosse la prima volta.....
lunedì 15 luglio 2013
domenica 14 luglio 2013
Un TRIO JAZZ ITALIANO E.....MODERNO!!
Un TRIO JAZZ ITALIANO E MODERNO? Cosa vuol dire?
Ciao a tutti,
Sì, un Trio di Jazz italiano e moderno, esattamente....
Sto parlando del Riccardo Arrighini Trio, nato nell'aprile 2012 da un'idea di Riccardo Arrighini, "il pianista italiano che ha fuso classica e lirica con il jazz".
Il pianista italiano di Viareggio, infatti, dopo aver riarrangiato in chiave jazz autori quali Puccini, Vivaldi, Chopin, Verdi, Wagner, Mozart e Morricone (il tutto già su cd e con Tours in Italia ed estero), decide di tornare alla formula classica del trio jazz.
E a coadiuvarlo in questa nuova avventura 2 giovanissimi talenti del jazz italiano, Pietro Martinelli, 28 anni di Genova, al contrabbasso ed Emiliano Barrella, 26 anni di Napoli, alla batteria. Questo almeno sulla carta.....
È qui arriviamo al punto.....
UN TRIO DI JAZZ ITALIANO
Il trio esegue esclusivamente composizioni del pianista, che da sempre non fa mistero di amare la melodia in tutte le sue forme, soprattutto quelle a lui più care in stile italiano. La melodia ariosa. Quella "sconfinata" e sconfinante".... O se preferite quella "sognante"....ma anche di energia, di passione, viscerale....
Inoltre una melodia ovviamente influenzata da tutta la musica classica e lirica studiata, ascoltata e....riarrangiata!!
Senza contare la sua provenienza.....Torre del Lago (LU), tutto questo vi dice niente?? Una certa carica passionale tipica dei toscanacci, quelli che hanno la carne rossa ma anche il pesce, il vino rosso ma anche bianco, quelli che hanno il mare ma anche la campagna sterminata cogli ulivi e l'olivo più buono del mondo......è che se ti ci devono mandare ti ci mandano, e senza passare dal via!
E questa zona vi ricorda mica un compositore che andava spesso in barca sul lago di Massaciuccoli??
Può quindi la musica di Arrighini non essere influenzata da tutta 'sta roba?? Direi di no....
Si può dire quindi TRIO DI JAZZ DI TIPO "ITALIANO"? Direi di si....
UN TRIO DI JAZZ MODERNO
Già, la melodia, l'improvvisazione, ma che tipo di jazz? Che significa moderno?
Per il pianista toscano moderno significa di oggi, che quindi fa i conti con la musica di oggi e.....di ieri!
Ciò significa estrema attenzione a ciò che succede oggi ma anche estrema considerazione verso ciò che è il jazz, ossia una lingua la cui sintassi, le cui regole, vanno conosciute in modo oltremodo professionale.
Quindi attenzione a tutto il fraseggio, a tutta l'armonia, a tutte le combinazioni ritmiche. Niente si inventa, tutto si trasforma....
L'ELETTRONICA
Come "prova" dell'attenzione che il trio italiano riserva alla modernità e a quel che succede in giro, è l'uso da parte dei 3 musicisti di elettronica. Tutti gli strumenti infatti, sono collegati ad effetti che, all'occorrenza, possono alterare il suono del piano, basso e batteria in vari modi.
Oggi è abbastanza frequente veder strumenti a fiato che usano effetti, ma in Italia difficilmente si vede un pianoforte, un basso, o una batteria, collegati a degli strumenti elettronici....
Direi che, almeno nel tentativo e sperimentazione, si può parlare non solo di "TRIO JAZZ ITALIANO" ma anche di "TRIO JAZZ ITALIANO E....MODERNO"!!!
Stay tuned!
Ciao a tutti,
Sì, un Trio di Jazz italiano e moderno, esattamente....
Sto parlando del Riccardo Arrighini Trio, nato nell'aprile 2012 da un'idea di Riccardo Arrighini, "il pianista italiano che ha fuso classica e lirica con il jazz".
Il pianista italiano di Viareggio, infatti, dopo aver riarrangiato in chiave jazz autori quali Puccini, Vivaldi, Chopin, Verdi, Wagner, Mozart e Morricone (il tutto già su cd e con Tours in Italia ed estero), decide di tornare alla formula classica del trio jazz.
E a coadiuvarlo in questa nuova avventura 2 giovanissimi talenti del jazz italiano, Pietro Martinelli, 28 anni di Genova, al contrabbasso ed Emiliano Barrella, 26 anni di Napoli, alla batteria. Questo almeno sulla carta.....
È qui arriviamo al punto.....
UN TRIO DI JAZZ ITALIANO
Il trio esegue esclusivamente composizioni del pianista, che da sempre non fa mistero di amare la melodia in tutte le sue forme, soprattutto quelle a lui più care in stile italiano. La melodia ariosa. Quella "sconfinata" e sconfinante".... O se preferite quella "sognante"....ma anche di energia, di passione, viscerale....
Inoltre una melodia ovviamente influenzata da tutta la musica classica e lirica studiata, ascoltata e....riarrangiata!!
Senza contare la sua provenienza.....Torre del Lago (LU), tutto questo vi dice niente?? Una certa carica passionale tipica dei toscanacci, quelli che hanno la carne rossa ma anche il pesce, il vino rosso ma anche bianco, quelli che hanno il mare ma anche la campagna sterminata cogli ulivi e l'olivo più buono del mondo......è che se ti ci devono mandare ti ci mandano, e senza passare dal via!
E questa zona vi ricorda mica un compositore che andava spesso in barca sul lago di Massaciuccoli??
Può quindi la musica di Arrighini non essere influenzata da tutta 'sta roba?? Direi di no....
Si può dire quindi TRIO DI JAZZ DI TIPO "ITALIANO"? Direi di si....
UN TRIO DI JAZZ MODERNO
Già, la melodia, l'improvvisazione, ma che tipo di jazz? Che significa moderno?
Per il pianista toscano moderno significa di oggi, che quindi fa i conti con la musica di oggi e.....di ieri!
Ciò significa estrema attenzione a ciò che succede oggi ma anche estrema considerazione verso ciò che è il jazz, ossia una lingua la cui sintassi, le cui regole, vanno conosciute in modo oltremodo professionale.
Quindi attenzione a tutto il fraseggio, a tutta l'armonia, a tutte le combinazioni ritmiche. Niente si inventa, tutto si trasforma....
L'ELETTRONICA
Come "prova" dell'attenzione che il trio italiano riserva alla modernità e a quel che succede in giro, è l'uso da parte dei 3 musicisti di elettronica. Tutti gli strumenti infatti, sono collegati ad effetti che, all'occorrenza, possono alterare il suono del piano, basso e batteria in vari modi.
Oggi è abbastanza frequente veder strumenti a fiato che usano effetti, ma in Italia difficilmente si vede un pianoforte, un basso, o una batteria, collegati a degli strumenti elettronici....
Direi che, almeno nel tentativo e sperimentazione, si può parlare non solo di "TRIO JAZZ ITALIANO" ma anche di "TRIO JAZZ ITALIANO E....MODERNO"!!!
Stay tuned!
Iscriviti a:
Commenti (Atom)